La prende un po’ alla larga, ma…

Arieccolo, dopo una pausa durata un giorno ecco che ritorna in pompa magna per lanciare un po’ di ottimismo e di genoanità alle folle.
Ora, io non so se quello che dice è vero e ho nulla in contrario a credere sia vero, perchè se lo scrive avrà le sue fonti.
Pertanto non discuto ciò, non discuto i ciæti o le news a seconda di come la si veda, su Imborgia, su Capozucca, su Marroccu.
Non discuto nemmeno il fatto che gli ultimi Derbies sono stati praticamente tutti appannaggio della sampedoria e quindi Viperetta batte Preziosi seccamente. Anzi, sono contento perchè vedo una difesa accorata nei confronti di Thiago e di questo ne sono felice.
Spero solo sia sincera, sentita e non “obbligata”.
Discuto invece il voler sempre creare malumori e tensioni.
Specialmente alla viglia o quasi di un Derby. Del, Derby.
C’è chi pensa che proprio per questo egli sia un grande genoano, l’unico vero genoano e giornalista che con questo suo operare difende il Genoa e da chi, lo si è capito benissimo.
May be. Sarà.
Ma io che sono un semplice genoano e forse anche tifoso, preferirei altro che non essere costretto a toccarmi i coglioni ogni volta che leggo e sento queste lezioni di Genoanità allo stato puro.
Non a caso, sullo stesso quotidiano, la controparte blucerchiata di cosa parla? Del famoso Derby del 1973, quello col per noi “indigestissimo” gol di Maraschi al 90esimo. Per giunta, in rovesciata…
Che poi si tralasci il fatto che la sampedoria praticamente retrocesse ugualmente ma fu salvata (toh!) da un ripescaggio, non è cosa su cui soffermarsi più di tanto. Bazzecole.
Quindi di là, si legge un articolo che infonde oltre che bei ricordi (per loro) anche speranza che la cosa possa riaccadere.
Da noi, bè.. ci siamo capiti no?
Di sicuro oggi ci ha fatto conoscere qualcosa che mai ci saremmo sognati di sapere: un Presidente di Calcio licenzia allenatori quando la squadra va male. E’ un fatto davvero straordinario e che solo Preziosi poteva far suo.
Si sa benissimo che quando una squadra va male o non secondo aspettative, il Presidente di turno si dimette e cede la società.
Non licenzia di certo l’allenatore o manda via tre quarti della rosa.
Anche nel giornalismo, nell’editoria, se un cronista scrive o fa qualche puttanata, è L’Editore che si dimette e il cronista o il Direttore di testata rimangono al loro posto.
Io spero che almeno con La Repubblica, sezione Il Lavoro invece accada il contrario, finalmente e una volta tanto.
E cioè che Scalfari o De Benedetti rimangano.
E licenzino i giornalisti rompicoglioni.
Anche se adesso bisogna rivolgersi al Ritorno dello GEDI.
Allegri!

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