Genoani illustri (capitolo 5)

Genoani illustri (capitolo 5)

Come finire in bellezza se non con un po’ di Musica?
E allora se parliamo di genoani illustri come non parlare dei forse più grandi nei rispettivi generi musicali.
Frank Sinatra ovvero The Voice ed è già un bel dire.
Si potrebbe già finire qui, se parliamo di Cantanti.
La passione per il Genoa probabilmente gli venne trasmessa dalla mamma Natalia Delia, nata a Lumarzo, paesino dell’entroterra genovese. Ma il grande Frank oltre al Genoa aveva anche due altri legami con Genova: la sua passione per il Pesto e l’amicizia con Belloni, ovvero il titolare del Ristorante Zeffirino.
Narra la leggenda che Frank conquistò un altro mito e cioè Marilyn Monroe con appunto del Pesto che lui si faceva arrivare appositamente da Zena.
Il mitico Frank, si fece seppellire e per sua espressa volontà con indosso una cravatta Rossoblu, ultimo ma eterno segno d’amore e di rispetto verso quella cosa che si chiama Genoa Cricket Football Club 1893.
Spiace per i pur due bravissimi Musicisti ovvero i De Scalzi, diventati la voce musicale della Sampedoria causa la loro passione nei confronti della squadra blucerchiata, ma esistesse un ipotetico Derby, con Sinatra si vince secco e senza passare dal via.
E sempre parlando di Musica e di eventuali Derbies seppur immaginari, come non citare un altro illustre tifoso genoano: Fabrizio De Andrè.
Anche lui, terminò il suo ultimo viaggio insieme a qualcosa di Rossoblu: una Sciarpa, che lui volle accanto a sè.
Cosa si può dire su Fabrizio che non sia stato già detto.
Niente, specie da uno come me.
E allora ricorro all’aiuto dell’amico Massimo Prati, riportando un suo scritto.
Nella tappa genovese della tournée di “Le Nuvole”, Fabrizio De Andrè iniziò il concerto dicendo: “Io ho una malattia”. Ora, un tale esordio avrebbe inquietato qualsiasi uditorio, quindi è facile immaginare il silenzio glaciale del pubblico di Genova, venuto per ascoltare il concerto.
Ma subito dopo, il grande cantautore tranquillizzò tutti tirando fuori una sciarpa del Genoa, e chiarendo così di quale malattia si trattasse. Se penso a quella sua appassionata dichiarazione d’amore per il nostro amato Grifone, mi viene voglia di provare a ricordare con che pezzo aveva iniziato il concerto. Chissà, forse era stata la canzone genovese dal titolo “A Çimma”, che inizia con degli splendidi versi poetici, tra i più belli che l’umanità abbia mai creato: “Ti sveglierai sull’indaco del mattino, che la luce ha un piede in terra e l’altro in mare”.

Ciao Frank, Ciao Fabrizio.
Da Lassù, sicuramente, state continuando a seguire il vostro Genoa.
Il Nostro, Genoa.





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