
Il calcio capitalista…

Un privato o più privati che ci mettono i soldi c’è sempre stato, fin dalle origini e nati per caso, per convinzione o convenienza, il calcio una matrice capitalista l’ha sempre avuta, nel frattempo però la popolazione è mutata, un mutamento che socialmente ha trasformato gli stadi in assemblee di spettatori socialmente legati indissolubilmente al dio denaro e che ben si identificano più con chi vince, piuttosto che con chi perde. Anni di frequentazione di stadi mi fanno dire che oggi gli stadi sono governati dagli stessi che ci mettono i soldi, in un circuito perverso, dove il pubblico, per comodità e convenienza, sapendo benissimo che lo spettacolo non si può contestare, contesta allenatore e presidente. Come si possa rimediare a cotanto schifo non ho idea, forse un crollo di borsa, uno tsunami sui vertici del calcio, una maggior analisi giornalistica su questo fenomeno malato di questo calcio capitalista, dove ha cercato di mettere il naso pure la Bindi, ma con scarsissimo successo. Tifare oggi diventa sempre più difficile, perché più che lo spettacolo, è il contorno che mette schifo.