Vista la somiglianza, appena visto il post ho pensato che quello in foto fosse Luca Bizzarri.
E ho pensato: ma è venuto scemo del tutto?
Poi invece non era lui ma il consigliere dell’Associazione Liguri nel Mondo.
Detto questo, il video è datato e mi era sfuggito, ma la storia è sempre la stessa: hanno tutto loro.
Sono, tutto loro.
Il Ferraris è il loro, chi ha fondato il Boca era sanpedoriano, Genova è solo azzurrocerchiata e così via.
I soliti tentativi per cercare di dimostrare la loro esistenza, che sono esistiti anche loro insomma.
Del resto è dal 46 che cercano e tentano di far sapere che esistono e con un peso maggiore di quello che ha Il Genoa.
Che ci volete fa’, l’invidia, la frustrazione, il non possedere una Storia fa brutti scherzi.
E provoca dei bruciori di culo esiziali.
L’amico Massimo Prati rimette un po’ le cose a posto.
DILETTANTI ALLO SBARAGLIO. DELLA SERIE PROVE TECNICHE DI REVISIONISMO STORICO.
SFORTUNATAMENTE PER LORO, LA STORIA LASCIA SEMPRE TRACCIA DI SÉ.
Cercando un video sul Boca sono capitato su un obbrobrio di filmato in cui parla un certo Luca Sessarego consigliere dell’Associazione Liguri nel Mondo.
Prima di tutto il consigliere Sessarego parla del dono alla Sampdoria di un libro sulla Storia del Boca fatto da un membro del Consiglio di Amministrazione del Boca, Sergio Brignardello, senza sapere o facendo finta di non sapere che si tratta di un discendente di una famiglia Genoana in cui, per stessa ammissione di Brignardello, il padre gli ha insegnato ad andare alle partite del Boca con la sciarpa o la maglia del Genoa (nella foto che allego a questo post lo si vede alla Bombonera con la maglia del Genoa).
Ma la chicca del consigliere Sessarego è che siccome i fondatori del Boca erano nati negli anni Settanta/Ottanta dell’Ottocento quando a Genova ancora non esistevano squadre di calcio, ci sarebbe un mito fatto di luoghi comuni da sfatare: quello del rapporto privilegiato del Boca con alcune squadre di calcio perché -cito le sue testuali parole- non esiste nessun fondamento storico che lo possa giustificare (evidente riferimento al Genoa senza avere il coraggio di dirlo chiaramente).
A parte che i fondatori saranno anche nati nell’Ottocento ma il club boquense nasce nel 1905, un periodo storico in cui a Genova c’era una squadra che era la massima espressione calcistica nazionale.
Poi, a proposito di “nessun fondamento storico che lo possa giustificare”, chissà se il consigliere Sessarego dell’Associazione Liguri nel Mondo è al corrente del fatto che, quando al massimo Andrea Doria e Sampierdarenese varcavano i confini regionali, nel 1923 il Genoa fece una tournée sudamericana in cui incontrò la nazionale uruguaiana a Montevideo e la nazionale argentina a Buenos Aires, più due selezioni “all stars” della capitale: il Combinado Norte e il Combinado Sur che, tra l’altro, schieravano alcuni giocatori del Boca Juniors.
Come fu accolto Il Genoa…
il 2 settembre del 1923, per esempio, il Genoa vinse per 1 a 0, con rete di Catto, contro la squadra del “Combinado Sur”, squadra che schierava anche ottimi giocatori di club del centro di Buenos Aires: Tesoriere, Nobile, Mutis, Médici, Seregni, Fortunato, Loizo, Cerrotti, Iruriata, De Los Santos, Onzari.
Américo Tesoriere era il portiere del Boca Juniors, stessa squadra del difensore Ramón Mutis, di Médici e di Cerrotti.
L’entusiastica accoglienza del Genoa alla Boca, e più in generale a Buenos Aires, è attestata con documentazione fotografica nel libro di Camillo Arcuri e Edilio Pesce, “Genoa and Genova. Una Squadra. Una Città. Cento Anni Insieme”.
Per ciò che riguarda i rapporti a livello di club, il bel libro di Pierpaolo Viaggi “1923-1925. Il Genoa alla Scoperta del Calcio Sudamericano” attesta con documenti originali dell’epoca il sostegno che la dirigenza del Boca garantì al Genoa.
Comunque, il rapporto privilegiato del Genoa, riguarda tutta la capitale argentina e non solo la Boca. A questo proposito, concludo con una nota di colore: il più importante ristorante italiano di Buenos Aires si chiama Guerrin. Fu fondato da emigrati genovesi nel 1932. Ancora oggi, la sua insegna ha i Grifoni su sfondo rossoblù e gli scudi di Genova sui due lati.
I fondamenti storici del rapporto privilegiato tra Genoa e Boca Juniors ci sono. Basta prendere dei libri e leggerli. Ma se leggere i libri costa troppa fatica, anche un’occhiatina su Wikipedia può andare bene.
Peccato per loro che esistono queste serie continue di fogli stampati della stessa misura, cuciti insieme e forniti di copertina o rilegatura che si chiamano libri. C’è scritta la Storia e non la si può cancellare.
Belin, gli piacerebbe farsi la Storia a loro uso e consumo. Ma non funziona così, perché purtroppo per loro il Genoa ha una Storia che è stata e continua ad essere tramandata. Massimo Prati
Per leggere il post completo su Facebook con tanto di foto esplicative, questa è la sua pagina:
Per guardare… il video del consigliere, questo è il link e mi scuso per i fantastici colori…
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