Aerei che cadono

Aerei che cadono

Sono passati pochi giorni dall’abbattimento dell’aereo di linea ucraino in Iran e, con una certa sorpresa lo ammetto, ho sentito le autorità iraniane confessare di essere la causa della catastrofe. Loro hanno abbattuto l’aereo, avendolo scambiato per un target militare americano. 

Per quanto possano valere, hanno naturalmente profuso le proprie scuse e la questione non rimarrà senza conseguenze politiche neppure all’interno del paese mediorientale. Non è la prima volta che succedono questi eventi in cui, centinaia di civili, perdono la vita per errori militari. 

Ne ricordo almeno due, uno proprio nel Golfo Persico alla fine degli anni 80 quando, in situazioni simili cioè guerra non dichiarata fra Iran e USA ci si scambiavano mitragliate su barchini che abbordavano le petroliere, fu abbattuto un aereo di linea Iraniano stavolta. E un altro ancora in cui un Mig Russo abbatté un aereo di linea coreano.

Fin qui le situazioni in cui esistono tensioni fra Stati che, seppur a guerra non dichiarata, stanno su sponde opposte. Forse è proprio per questo motivo, oltre per un crescendo rossiniano di prove inconfutabili che sarebbero emerse, che gli Iraniani hanno adottato la tecnica di marina che anticipa i siluri prima che si armino. 

Esistono però altri casi in cui le cose stanno diversamente. Penso ovviamente all’abbattimento del DC9 ad Ustica, questione che ancora oggi si insiste a voler far passare per incidente, quando ormai è provato e straprovato che l’aereo fu abbattuto da un missile. 

Ma c’è una differenza sostanziale. Quello fu un atto conseguente ad una guerra non dichiarata fra paesi che avrebbero dovuto essere alleati. Gheddafi è sempre stato vicino agli interessi italiani, nonostante diverse prese di posizione in funzione anti. Quella sera l’aereo del Colonnello avrebbe dovuto passare in un corridoio aereo sull’Italia che lo avrebbe condotto in Jugoslavia.

Saputolo, i francesi i testa, e gli americani di supporto, a piena conoscenza degli inglesi, salparono due portaerei dalla Corsica. Per tutta la notte, inoltre, si susseguirono decolli e atterraggi di caccia da guerra (testimonianza del Generale dei carabinieri Bozzo, vice di Dalla Chiesa, in vacanza con la famiglia proprio presso la base corsa) sempre dalla Corsica. 

Gheddafi fece retromarcia una volta su Malta perchè avvisato dai servizi italiani, ma un paio di Mig restarono a retroguardia. Uno si mise alle spalle del DC9, un caccia francese fece fuoco e colpì il DC9.

E di questo ancora, i francesi e tutti, debbono chiedere scusa. Era un atto di guerra contro un alleato. Quasi tutti i testimoni militari morirono nell’arco dei dieci anni successivi. Chi suicida, chi in tragici incidenti aerei (Ramstein), chi in operazioni in Somalia. Ma ancora oggi, a differenza dell’Iran, i nostri amici devono ammettere l’accaduto.

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