Alberi da brutte figure

Alberi da brutte figure

Io davvero non lo so, se si rendono conto dell’idiozia e di quanto sono miserabili ed invidiosi.
Dico che non lo so ma invece lo so benissimo che non se ne rendono conto, se no non farebbero certe figure di merda.
Ora, mi chiedo cosa pensano di aver dimostrato con l’esporre quell’obbrobrio nel forse più bell’angolo di Genova.
Pensate che facendo così avete reso pan per focaccia? Pensate di essere furbi? Di aver fatto una figata?
Io invece penso che sia l’ennesimo tentativo di dimostrare che esistete. Il disperato appello a chi vi ha mai cagato oltretutto, al fine di dire ouh ci siamo anche noi. Un tentare di colmare il senso di invidia e di frustrazione che vi accompagna da quando siete nati. O meglio, siete stati fusi.
E ovviamente vista la totale mancanza di Gusto e di sensibilità che vi ha sempre contraddistinto, basta vedere colori e maglia solo per dirne una, avete scelto il modo peggiore. Visto quello schifo che avete appeso e che ha nulla ha che fare con la location e lo splendido paesaggio che offre al mondo.
Pensate di aver migliorato Bocca d’Aze, ma traduco per voi Boccadasse, con quella cosa che avete messo?
Pensate che abbia aggiunto qualcosa di bello, di poetico al Borgo? Come ad esempio può essere una Bandiera posata su uno scoglio che sventola con orgoglio da sola, in mezzo al Mare?
Oggetto che ha un significato intrinseco che va ben oltre una cagata qualsiasi e piena di colori stridenti uno con l’altro.
Lo so, come cazzo fate a capirlo visto il vostro essere coatti da sempre.
Però belin , il problema è che ci rimette non solo Boccadasse, non solo chi viene a visitarla da fuori Zena, ma ci rimettiamo tutti.
Noi, voi, i genovesi.
Bè il voi dovrei toglierlo visto quanto detto fin qui, data la vostra cialtroneria.
Comunque, adesso sarete, siete contenti.
Come il bambino e mezzo scemo che arriva dal suo amichetto con in mano qualcosa di più grosso.
GNE GNE GNE il mio è più grossooo…
Solo che quel bimbo suo amico aveva in mano una Rosa e l’altro arriva con un Cactus gigante.
Voi siete questi, siete come quel bambino mezzo scemo.
Solo che quello era un bambino, voi siete grandi, adulti.
E a me una volta facevate anguscia, adesso mi fate solo tanta tristezza e tanta pena.
Poveracci.

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