
Alla fiera del calcio per due soldi … un portierino il presidente affittò

RETE!
Partendo dalla constatazione semplicissima che il calcio italiano oramai non abbia più molto di uno sport, come ci dicono tanto i rapporti dell’antimafia che gli spifferi provenienti da svariate procure, l’affaire Radu intriga anziché no, poiché ci dice qualcosa di molto importante, ma ancora del tutto indecifrabile, non solo del mercato, ma anche delle zone d’influenza Che esistono come triangoli delle Bermuda nel calcio italiano. Già l’affaire Piatek, che era da leggersi come affaire Higuain, aveva lasciato capire quanto fossero dovute certe gentilezze alla Juve, signora del calcio italico, ma mai una squadra si era messa così sfrontatamente a favore di casa Fiat apertamente contro i cinesi dopo aver cercato di sedere a più tavoli. Analisti al pesto del mercato e pompieri a ore minimizzano, tuttavia nessuno tenta un’analisi seria della situazione che spinge uno dei più grandi imprenditori italiani – tanto nel calcio che in quel poco che resta in Italia d’impresa privata – a licenziare in tronco Capozucca, sconfessare in poche ore le operazioni di mercato condotte d’estate con Marotta e la Cina, mandar via l’allenatore sciaguratamente scelto in precedenza, non già per la sua inesperienza ma per la sua inesistente malleabilità, evocando invisibili pressioni che sarebbero scaturite dopo la sconfitta nel derby. Senza entrare un solo secondo nel gioco delle parti dei procuratori e nelle loro dichiarazioni, la domanda da porsi, senza interessarsi troppo al Genoa, è: cosa sta succedendo in lega e nel calcio italiano da indurre Preziosi a prendere la decisione di richiamare Perin quando avrebbe piuttosto da sostituire in tutta urgenza Kouamé? Chi consiglia adesso il presidente e che bilancio fa lo stesso del mercato che ha portato in estate a dare a Radu e Pinamonti le valutazioni che conosciamo? Quali sono i calcoli che portano a spostare gli equilibri e a far pesare in questo momento il piatto della bilancia che contiene Perin e Favilli molto ma molto di più rispetto a quello che aveva dentro Pinamonti e Radu? Calciopoli siamo tutti sicuri che sia finita ? I bigliettini del celebre processo, il gioco di un giudice distratto? La Gea una bolla di sapone scomparsa all’improvviso come un futile miraggio ? Nulla permette già di interpretare i fatti che pure parlano in maniera piuttosto eloquente ma è chiaro a chiunque che siamo di fronte non tanto a un mercato più o meno promettente, ma a regolamenti di conti (in senso stretto e in senso lato) in serie di difficile interpretazione. Le sostituzioni di Montella con Iachini e di Ancelotti con Gattuso paiono a una mente non deficiente altrettanto codificate. Solo uno spettatore ubriaco potrebbe bersi le cronache recenti. Misteriosi più che mai planano misteri a prova di coglione in due terzi delle società coinvolte nel campionato e nel mercato .