Amarcord e comparazioni

Amarcord e comparazioni

Vedere questa foto e postata da un amico a me ha fatto un certo effetto e non per lo stesso motivo che avrà fatto a migliaia di tifosi genoani: vedere quelle Maglie e soprattutto, dove…
Perchè e qui subentra l’amarcord e un aneddoto personale, io quelle maglie le ricordo molto bene e per un motivo particolare.
Ero bambino e quindi capitava che spesso andassi a girare per Sestri, in centro, seppur piccolino appunto, magari a trovare la nonna e per andarci spesso passavo in una ben precisa zona di Sestri Ponente, adiacente a Via Sestri.
Oggigiorno un Bimbo non fa nemmeno due passi fuori da casa, da solo, pensa girar in lungo e in largo e magari fino a tarda ora della notte..
In quel caruggio, facevano bella mostra appunto delle Maglie, stese, appese ad asciugare.
Erano le Maglie del Genoa, ma non perchè fossero di questa mia parente, erano proprio quelle del Genoa.
Ed il motivo era molto semplice anche se oggi sarebbe impensabile il solo immaginarlo: lei le lavava e le stirava.
E conseguentemente vista l’epoca, le stendeva, appese alla classica corda da stendere che dava appunto sul caruggio.
Non so come nacque il farlo e sicuramente veniva pagata per questo lavoro, ma forse anche per via del fatto che suo marito in quel tempo era il massaggiatore del Genoa.
E’ un ricordo che è affiorato proprio vedendo questa foto, bellissimo ricordo, nel rivedere LE Maglie di lana, girocollo.
Poi uno dice come si fa ad essere genoani, anche se è verissimo che genoani si nasce.
Avere praticamente famiglia e tutti i parenti possibili ed immaginabili genoani oltre che anche alcuni di loro legati in maniera così “tangibile” ai Colori Rossoblù vorrei vedere se non lo si fosse, tifosi del Genoa.
Questo era l’amarcord e rimane da spiegare il perchè del comparazioni.
Credo venga immediato il capire cosa voglio dire.
Noi oggi ci lamentiamo del Genoa, di un, Genoa che oltre ad avere in squadra anche grandi giocatori ha sponsor milionari, decine e decine di dipendenti, persone addette ad ogni mansione, mute da gioco complete di tutto e di qualsiasi gadget e aggeggio infernale.
Noi anziani, abbiamo vissuto tempi in cui non solo non c’era tutto questo, ma c’erano le Maglie del nostro Genoa appese alla corda da stendere di una signora, che abitava in un caruggio e che per farle asciugare le esponeva agli occhi di tutti.
Non so se riesco a farmi capire.
So, che comunque quelli erano per noi tempi bellissimi.
Eravamo genoani e orgogliosissimi di esserlo.
Ci bastava solo vedere quelle Maglie, quei Colori per essere felici.
E sinceramente, mi ritengo molto fortunato ad avere avuto questa possibilità.
Io, quelle Maglie di lana, ce l’ho ancora davanti agli occhi e nella testa, oggi.
E se mi concentro, come le Madeleine di Proust riesco anche a sentirne l’odore e il profumo di buono e di pulito che avevano addosso, mentre tra un refolo di vento e un raggio di sole erano lì, in un caruggio di Sestri, in attesa di essere asciutte.
Anche questo è Genoa.

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