
Atlantia

Fin dal giorno dopo il crollo del Morandi, grazie ad una stampa compiacente, un problema squisitamente finanziario, è stato sapientemente camuffato come problema infrastrutturale. Problema irrisolvibile quello di far tornare le autostrade italiane pubbliche, lo Stato dovrebbe risarcire i Benetton. Anche in tempo di Coronavirus, prosegue la finzione, far passare Atlantia da impresa finanziaria ad industriale, cercando in tutti i modi di non farla fallire, studiando strategie finanziarie tra Stato ed Atlantia. Invece basterebbe proprio niente allo Stato di riprendersi le infrastrutture autostradali, pure a costo zero, se Atlantia fallisse, ma cosa frena lo Stato? Forse che la forza lavoro impiegata ora per mandare avanti ASPI cesserebbe con Atlantia? Al mondo ci sono imprese nate esclusivamente con il compito finanziario di gestire operazioni che non hanno nulla di privato, imprese finanziarie a rischio zero, dove si fa cassa grazie ad accordi tra Stato e privato e dove la massima che le tiene in piedi è: privatizzare gli utili, socializzando le perdite. Naturalmente, la stampa compiacente, dopo aver sviluppato: “un progetto di emancipazione dei ceti più deboli“, li traghetta sapientemente, verso un sempre più graduale, ma costante ed alla fine confortante: #rincoglionimento, ad uso delle élite.
