Carissimi, sciûsciâ e sciorbî no se pêu

Carissimi, sciûsciâ e sciorbî no se pêu
Il succo della questione è semplice: sciûsciâ e sciorbî no se pêu.
Belin volete che il Centro Storico si animi, viva e per farlo diventare un luogo di attrazione e non un semplice covo di spacciatori e di gente che piscia sui muri e poi volete anche che diventi una zona silenziosa, tranquilla, dove chi vi risiede possa giustamente dormire e risposare in tranquillità.
Bè, cari amministratori, la cosa non è possibile.
A meno che, non vogliate che le centinaia se non migliaia di ragazzi che animano i Caruggi nelle ore notturne, consumino, spendano tutti i soldi possibili per sollevare l’economia, ma in assoluto silenzio.
Magari con la bocca tappata da una mascherina, ma non quelle infami imposte fino a qualche mese fa, ma proprio tappata, magari da un bel nastro adesivo.
Quindi cari ragazzi, spendete, fate guadagnare i locali e il Comune, ma fatelo da muti.
Questa è la soluzione gradita ai Bucci ai Toti e ai Ticci.
E io dico: e grazie al cazzo.
Nel contempo capisco anche coloro che ci abitano in quella zona e che vogliono o vorrebbero poter dormire come tutti.
E quindi capisco che la questione non sia, non è di facile soluzione. Però bisogna decidersi, bisogna fare una scelta.
Dice, vabbè andiamo in Corso Italia e la Movida spostiamola lì.
In Corso Italia? Dove chi ci abita e in palazzi lussuosi essendo benestante se non ricco vuole ancora più tranquillità e non rotture di coglioni?
Vabbè, abbiamo il Porto Antico.
Bellissima location, ma come la mettiamo con il dormitorio della GdF o Capitaneria di porto a pochi metri di distanza?
Vogliono poter dormire in pace anche loro.
Allora, secondo me rimangono solo due soluzioni.
O instaurare a Zena il Coprifuoco dalle 20 in poi, oppure fare in modo di conciliare le due esigenze, quella dei giovani e quella di chi vuol dormire perchè oltretutto l’indomani deve pure andare a lavorare.
Anche perchè mi viene in mente Siviglia o tante altre città dove comunque anche lì c’è gente che va a lavorare e vuole dormire.
Ecco, magari i Bucci i Toti e i Ticci, vadano a fare un salto a Siviglia, ovviamente a spese nostre.
Là alla faccia della Movida, visto che sivigliani prima di iniziare la serata vera e propria amano “ir de tapas”, cioè andare nei baretti che servono tapas, birra e vino. In questi locali in genere mangiano in compagnia e bevono qualche birra.
Giusto per dare inizio alla serata.
La seconda fase della notte sivigliana prevedere “ir de copas”. Cioè andare a bere nei locali che servono copas (long drinks come ad esempio il rum e cola). Si va de copas intorno a mezzanotte.
L’ultima fase (per i più festaioli la penultima, l’ultima è l’after) è quella di andare a ballare. Perchè si va ballare molto tardi a Siviglia. Dalle 2 in poi. Prima di quell’ora le discoteche sono semi-deserte.
Come faranno a Siviglia a far combaciare le due cose, divertimento e sonni tranquilli senza casino?

Magari cari amministratori andate là appunto e chiedetelo.

Chissà che non vi venga poi qualche idea.

Ma comunque, rimane il fatto che sciûsciâ e sciorbî no se pêu.
E forse il problema sta proprio qui.
 

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