
Castelletto tiene

Come un torrione, come una roccaforte, sta lì vigile su Genova, guardando Porto e mare, baluardo proletario del PD, composto in prevalenza da gente “bene”, divisi equamente tra professioni di prestigio ed impresa, votati quasi tutti a fare da contorno a santa romana chiesa, che poi è quella ex DC di Prodi che resiste e che s’è inorgoglita con l’Ulivo. Resistono i “compagni” intellò di Castelletto, nell’aver trovato impiego in quella zona ambigua tra pubblico e privato, sistemando così i figli dei famigli, evitando l’onta di dover partire per foresti lidi, e resistendo così al “foresto”, sia esso impresa od imprenditore, aperti però alla badante ucraina, come al dog sitter del Perù. Molti ormai, raggiunta la pensione, oltre a far salotto ed indicando ai giovani la strada per votare, si buttan anima e corpo nel volontariato, andando a confortare il barbone come l’immigrato, un po’ perché di moda, ma anche per sentirsi in sintonia con Gesù. Se Pericu ha tenuto e Doria è stato eletto, lo dobbiamo a loro, con Sansa è andata male, ma si riprenderanno certamente dalla delusione.
