
C’è stato il closing…

Come Boccanegra, ho sempre avuto una posizione favorevole alla permanenza di Preziosi, almeno fino a quando lo stesso non avesse trovato una persona od un’entità adeguata, per cedergli le azioni del Genoa, men che meno pretendevo regalasse il Genoa purché si facesse da parte. Questo mio atteggiamento favorevole, si basava principalmente sul fatto, che di fronte alla C -3 del 2005, abbia fatto fronte immediatamente agli impegni più impellenti e non si sia perso d’animo, questa testardaggine e il non scappare, hanno lasciato un segno nel mio modo di giudicare l’uomo che già avevo apprezzato nell’averci salvati da fallimento certo, in quel di Treviso, presso il Tribunale fallimentare, preciso comunque che i 15 anni di permanenza in A non hanno influito nel mio giudizio, perché ritengo che ciò dovrebbe essere obiettivo minimo di qualunque Presidente, del passato, del presente e del futuro. Insomma, vedevo che come industriale, aveva tutte le credenziali per non mollarci nella merda. Difficile oggi parlarne, perché in molti tifosi resta nei suoi confronti un odio viscerale, maturato da scelte che io stesso non ho condiviso, però secondo me è bene riconoscere che la cessione del Genoa è avvenuta molto ben al di sopra di ogni più rosea aspettativa e che la decisione a cedere, scegliendo nel mazzo dei così si dice “pretendenti”, dal più “cesso” al più “blasonato”, sarebbe spettata solo ed unicamente a Preziosi, avendo in mano il 99,9% del Genoa.
A questo punto cosa vogliamo farne di questo ex Presidente? Continuare a ridicolizzarlo e sfancularlo o rendergli l’onore delle armi? Questo se lo dovrebbe chiedere anche la città di Genova, per la quale concentro e sintetizzo le due cose più evidenti degli ultimi anni: gli articoli negativi che per Carige, in piena crisi, hanno accompagnato la sua figura di industriale, come anche le diverse insinuazioni pervenute sul Genoa anche da parte di Edoardo Garrone: “Ferrero ha gestito bene la società. C’è un’altra società sportiva a Genova piena di debiti che nessuno può comprare e non è la Sampdoria“ e ciò molto vigliaccamente nel 2019, solo perché pesantemente attaccato dalla sua ex tifoseria, per aver venduto il Doria al Signor “Viperetta”. E qui poi, proprio su Garrone, bisognerebbe fare una profonda riflessione, soprattutto sul modo ben differente che l’ha visto cedere la Sampdoria; credo che Garrone, come Preziosi, da indiscussi e capaci industriali, avessero enormi possibilità di scegliere modi, tempi e persone a cui cedere la squadra. Quindi è qui, quando uno lascia e come lascia, che tutti i genoani dovrebbero riflettere – momento topico attraversato da tutti i predecessori di Preziosi -, al di là dell’odio o del risentimento, qui che il giudizio si biforca e che per me pende a favore di Preziosi. Dico sì, almeno “l’onore delle armi”, certo, ci ha liberati dalla sua “fastidiosa” ed a volte “provocatoria” presenza, ma resterà a rappresentare nella Storia del Genoa, quell’anello di congiunzione per compiere il salto verso il futuro. Concludo dicendo che ricominciare a tifare, pacificati col recente passato, è meglio, per riuscire ad apprezzare appieno il presente ed il futuro veniente.
Sempre Alé GenuAAAAA