
C’era una volta…

Un popolo che ne aveva giustamente le palle… di cannone piene di come stavano andando le cose.
Questo popolo, il popolo dei Collioni, era in stato di forte agitazione e finalmente sembrava aver trovato la forza di ribellarsi al Re, Giorgio II, per le sue politiche a sfavore della Gente e tutte rivolte a favorire la prosperità degli Euripeensi, un insieme di tribù riunitesi sotto la Confederazione del Sacro Drago e governati dalla Regina Angela.
La situazione stava diventando difficile per il Re e per i governatori in carica e allora, come per incanto, spuntarono due Cavalieri.
Uno Matteo detto il Longobardo e l’altro, Luigino detto il Breve, poichè la sua popolarità si pensava potesse durare molto poco, viste le premesse.
Questi due Cavalieri, all’inizio sembravano avere spirito indomito e grande forza e coraggio nell’affrontare Re Giorgio e gli Euripeensi.
Ogni volta che si presentavano in pubblico venivano letteralmente osannati dalla folla festante e addirittura sommersi da lunghissimi applausi quando presenziarono alla commemorazione della caduta del Ponte di Val Polceverus, un antico borgo di poca importanza, ma che aveva quel ponte lì situato e che rappresentava il più importante collegamento per carri e cavalli di tutto il Regno.
Il popolo dei Collioni, sembrava felice, felice perchè aveva trovato chi finalmente potesse prendersene cura e quindi liberarlo dal dominio della Confederazione e da Regina Angela.
Ma il tempo passava e la Gente stanca di aspettare di veder mantenute le promesse stava incominciando ad irritarsi.
Allora, sempre magicamente, spuntò all’orizzonte, un altro nobile Cavaliere, di modi gentili e di bell’aspetto, che proprio per questo non ci mise molto a conquistare fiducia e simpatia.
Si chiamava Giuseppi, Conte di Volturara. Subito si mise al lavoro e soprattutto per tentare di mettere d’accordo i due Cavalieri dato che erano già da qualche tempo in contrasto tra di loro e i motivi, per la verità, si capì mai bene quali fossero stati.
Nel frattempo, il popolo dei Collioni si era calmato, aveva riposto l’ennesima fiducia in qualcuno e che sembrava finalmente essere la persona giusta.
Passarono alcuni mesi e la situazione per i Collioni non sembrava migliorare. Anzi.
Le promesse fatte non venivano mantenute e addirittura Giuseppi sembrava star più dalla parte degli Euripeensi e della Regina Angela, che dalla parte del popolo.
Ma la gente, il popolo dei Collioni non era così attento a quello che stava succedendo. Un po’ perchè era così di suo, un po’ perchè nel frattempo accadde una grossa disgrazia.
Non si seppe mai la verità, ma sembra che a causa di un viaggiatore, un commerciante di Pipistrelli e proveniente da Terre sconosciute e dove si diceva sorgesse prima il Sole, ci fu una grave pestilenza. Tremenda.
Gli Araldi non facevano altro che elencare provvedimenti del governo e gli scribi dell’epoca erano impegnatissimi a raccontar di nuovi contagi e di morti avvenute.
La popolazione, i Collioni insomma, erano giustamente spaventati, terrorizzati e non sapevano davvero più che pesci prendere, come diceva sempre il padrone dell’Acquario della Contea.
Quindi si può capire quanto fossero impegnati e coinvolti nel seguire gli avvenimenti, che sembravano aumentare e crescere di numero in maniera incessante.
E così facendo, non si accorsero dell’arrivo del pericolo più grande di tutti, cioè di MES Ser da Bruxelles, cittadina insignificante ma che non si capiva come mai aveva raggiunto così tanta importanza.
Poi, lo si capì. Lo capì anche il popolo, il popolo dei Collioni.
Morale. Mai credere ai Cavalieri senza macchia e senza paura, specie se paiono comparir all’improvviso.
Perchè, con praticamente certezza, sono stati creati e mandati dalle stesse Forze Oscure che si voleva combattere ed eliminare.
Non si sa se il popolo dei Collioni imparò la lezione.
La Fiaba non lo dice.