
Colao e il premier distratto

C’è un fondo di amaro, per “la Repubblica” di oggi, nel dare la notizia, traspare delusione, in fondo sembrava cosa fatta, installare Colao ad eterodirigere il Governo Conte, ma da ciò che si legge, Conte è distante e quasi assente di fronte all’ex manager Vodafone, poco attento, anche se a rimpinguare la task force, ultimamente, è stata imbarcata la metà del cielo, quel tocco femminile dalla rassicurante immagine domestica, proprio per ingentilire agli occhi del parlamento, una presenza che a molti, meno che a Monti, questa task force di Colao, poteva ricordare l’obiettivo n. 3) del “piano di rinascita democratica” della P2 di Gelli: “3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione e’ la costituzione di un club (di natura rotariana per l’etereogenita’ dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonche’ pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unita’.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onesta’ e rigore morale, tali cioe’ da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l’onere dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante e’ stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.”.
A questo punto c’è solo da domandarsi, – salvo che Conte non torni a pender dalle labbra di Colao -, chi a Conte l’abba imposto all’ “orecchio”, come se ci si trovasse in una “Loggia oscura”, dove la diritta via, della Costituzione, per il Governo, era smarrita.
