
Colao è pronto…

Due pagine d’intervista di Francesco Manacorda su Repubblica di oggi, per avvisare le masse che Colao è pronto a sottoporre il “piano di rinascita italiana” al Governo in carica. D’un tempismo perfetto, l’intervista arriva con la pioggia dei 750 miliardi europei in cui l’Italia con la Spagna faranno la parte del leone, tra prestiti e prestiti a costo zero di bond (che vuol dire obbligazioni e non denaro contante stampato dalla zecca e consegnato con la cariola gratis). Licio Gelli da lassù si frega le mani, dato il clima favorevole che unisce il debito finanziario con una politica incapace di fare scelte autonome, ma al contempo si mangia le mani perché lui alla pandemia non aveva pensato come supporto al varo del “piano di rinascita democratica” dato che lui stesso era al contempo pandemia e cura. Comunque l’obiettivo 3) del “piano di rinascita democratica” della P2, sta per dispiegarsi e senza intoppi: “3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione e’ la costituzione di un club (di natura rotariana per l’etereogenita’ dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonche’ pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unita’.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onesta’ e rigore morale, tali cioe’ da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l’onere dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante e’ stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.”. Ed ora l’intervista, per soppesarne il peso e l’impatto, su un’Italia incapace di reagire. Buona lettura.



