
Condivido con piacere

Il comunicato dei Liberi Cittadini di Certosa.
Io, per quel che vale, condivido in pieno queste parole.
E mi sembra che, non a caso, ieri fossero assenti i Vigili del Fuoco.
Una Divisa, l’Unica che ha mai fatto del male a nessuno e che ha sempre e solo aiutato la Gente.
ILLUSIONISMO E REALTA’
Nella celebrazione del nuovo ponte San Giorgio ci sono note stridenti che non possiamo esimerci dal rilevare e che ci inducono a non partecipare e a ritenere inopportuna un’inaugurazione che è sobria solo nelle dichiarazioni. In Italia sono ancora in uso ponti romani e da sempre si costruiscono ponti, ma solo per questo si è costruita una narrazione che ha fatto della ricostruzione il simbolo di un prodigio ingegneristico mondiale e di orgoglio nazionale.
Da due anni va in scena a reti unificate un grande spettacolo di illusionismo volto a distrarre l’attenzione da una realtà scomoda e disonorevole. Il crollo del Ponte Morandi ha messo a nudo la responsabilità di scelte politiche legate a doppio filo agli interessi di un’imprenditoria che ha speculato su sicurezza e manutenzioni per sete di profitto.
Il risultato sono state 43 vittime, disagi di ogni tipo per la popolazione della Valpolcevera ed un calvario non ancora finito per Genova e la Liguria tutta.
La verità è che la ricostruzione è un atto dovuto e inevitabile, che la saga eroica ed epica che la circonda cerca di nascondere che nulla è stato fatto per cambiare il sistema e i meccanismi che creano disastri e tragedie.
Il crollo del Morandi è l’ultimo in ordine cronologico di una serie di tragedie che hanno devastato famiglie innocenti ed ha avuto una grandissima risonanza per le pesanti ripercussioni economiche che ha comportato, ma quante sono le vittime in Italia causate da malagestione, interessi economici, superficialità, commistioni?
Le vittime del Morandi, di Viareggio, di Rigopiano, solo per citarne alcune sono vittime dello stesso sistema che continua a non cambiare e non avranno giustizia finchè non si rimuoveranno le cause che creano le vittime, finchè i responsabili non saranno veramente puniti, finchè la vita e la sicurezza non diventeranno prioritarie rispetto agli interessi economici e politici, finchè la nostra vita ed i nostri servizi non torneranno ad essere pubblici, senza fini di lucro per soggetti privati.
L’illusionismo non riguarda solo il ponte, ma anche la decantata riqualificazione della Valpolcevera. Pensare che i Murales ed un parco con 43 alberi significhino la ripartenza della valle è veramente vendere una grande, enorme illusione.
Approfittare del bene pubblico era un reato infamante per la tradizione latina da cui discendiamo ed era punito severamente, con la confisca dei beni e l’esilio.
La storia insegna per chi vuole ascoltarla.
Nel solco di un’antica tradizione genovese ci diamo da subito disponibili a partecipare ad un’altra inaugurazione: una colonna infame con inciso i nomi di tutti coloro che hanno contribuito al crollo del ponte, ad imperitura memoria dei posteri.
Comitato Liberi Cittadini di Certosa