
Da Atlantide ad Atlantia

Si legge che perdiamo i bambini per strada e piuttosto di farne ci si fa vasectomizzare destando preoccupazione nel Paese ed in chi ci governa. La popolazione è sempre più giovane, ad esempio mia moglie, a 65 anni, ne ha per le ovaie di restare incinta e lei, come tante sue amiche coetanee, stringon cosce e glutei piuttosto di darla. Ci vuole comunque poco e non un genio a capire che se la preoccupazione è quella che fallisca Atlantia, fossi un giovane neolaureato o anche un cameriere, porterei via il sacro augello e i figli li farei in Australia e non certamente a Genova, tanto meno a Milano. Comunque fallisse Atlantia farebbe la fine di Atlantide, regno di fantasia e se vero, costruito su basi poco solide, uguale uguale a quello messo su da casa Benetton, una Holding di partecipazione che, grazie alle concessioni acquisite, faceva balenare sotto gli occhi vigili della finanza internazionale la liquidità di cassa da casello a casello, liquidità che le banche veneravano, perché su quella base finanziavano altre acquisizioni, sta di fatto che ad oggi ci ballano 9 miliardozzi di Euro, cifra, Euro più Euro meno, adoperata da Atlantia per Abertis. Il bagno quindi sarebbe di 10 (Atlantia) + 10 (Autostrade). Non so come si possa o si sia potuto investire quattrini in un cesso simile, tanto meno non aver venduto le azioni di Atlantia il giorno dopo del crollo del Morandi, solo dei coglioni patentati potevano tenere in portafogli azioni di Atlantia, banche comprese, ma così è la finanza, cogliona già di suo, visto che non produce, ma sfrutta gioie e disgrazie e mette tutto in un grosso bubbone metastatico, sperando di riuscire ad infettare politica ed industria in egual misura. Torno così ai bambini, quelli mai nati, perché su dal cielo, vedendo potenziali nonni coglioni con in mano azioni di Atlantia, pregano per un Mondo pieno di culatoni. I Benetton come Tanzi? Chissà…