
Dal bauletto bianco a Becciu
Benedetto XVI lascia il papato, ma oltre il papato lascia un bauletto bianco a papa Francesco I, un passaggio di consegne, uno scrigno che la Barilla potrebbe sfruttare come titolo di un fresco pan di casa o dolce dal nome: “bauletto bianco”. Sta di fatto che Benedetto XVI lascia con queste parole: «Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino… Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005.» e Francesco I stigmatizza l’evento con queste parole: «Quando c’è la corte è possibile fare di tutto: la corruzione, i vizi, i crimini. Le corti favoriscono queste cose». Ma il bauletto bianco è lì nel mezzo, a far bella mostra e chissà quanti in Vaticano avrebbero voluto conoscerne il contenuto, ma tutto si svolge nel massimo riserbo, tra i due papi, l’uno dimissionario e l’altro appena eletto. Un giorno storico, in cui i due si sorridono e pregano insieme, ma che azzera in un lampo tante certezze curiali di uffici e stanze, di incarichi e posizioni. Il giorno che Bertone “lascia”, nel filmato sotto, si vede ballonzolare Becciu, alla destra di papa Francesco, molto serio e compunto, terza carica in segreteria di Stato dopo Bertone. Così torno a quel: «Quando c’è la corte è possibile fare di tutto: la corruzione, i vizi, i crimini. Le corti favoriscono queste cose». Non credo che l’eliminazione di Becciu, porterà d’improvviso il sole nelle stanze buie degli uffici curiali vaticani, ma è forse un piccolo passetto, dopo 26 anni e mezzo, di un papato lunghissimo come quello di Giovanni Paolo II, anni che hanno dato modo di creare una corte ben registrata ed oliata e che Benedetto XVI, ha ereditato proclamando beato il suo predecessore e che Francesco I, ha proclamato santo, ma santo forse proprio perché, è riuscito a convivere con questa corte che i suoi due successori hanno dovuto d’ufficio ereditare. Amen
