Diario di un viaggiatore urbano

Diario di un viaggiatore urbano

Causa un ritiro patente per via leggero sforamento dei limiti previsti dalla “legge”, sto usando mezzi pubblici come non mai e ripeto non mai nella mia vita. Nemmeno quando andavo a scuola ne ero così assiduo frequentatore.
Per la verità il mio essere privo di patente sarebbe dovuto finire molti mesi fa, praticamente un anno, ma per via di errori dei nostri solerti impiegati e dirigenti pubblici, ancora oggi la mia patente è a riposare in qualche archivio della Prefettura.
Ovviamente, nessuno di loro ha colpe, ma se tu commetti anche il minimo errore, se sbagli sol che una virgola, ti fanno un culo così. Capisco oggi perchè c’è sempre stata una lotta per accaparrarsi un impiego nel settore pubblico.
Nello Stato insomma.
Detto questo e come premessa, il muoverti con mezzi pubblici, ti inserisce in un mondo prima a te sconosciuto.
E diventi spettatore di una fauna mai vista prima.
Intanto l’estrema varietà di aspetto fisico della stessa. E sì perchè se una volta quando ero ragazzino, si poteva parlare di specie umana, di razza umana in qualche modo, oggi viene oggettivamente difficile confermare quest’idea, perchè è talmente variegato l’aspetto fisico degli umani, che dire appartengano tutti alla stessa specie viene oggettivamente difficile.
Alti, bassi, magri (sempre meno) obesi, con occhiali, senza occhiali (sempre meno) tatuati, no tatuati, filiformi, ipernutriti (sempre di più) con mascherina, senza mascherina e così via.
La cosa che colpisce di più o almeno a me, è che sembra di entrare in un reparto affollato di persone in stato di catatonia.
Sguardi assenti, e nel caso tutti concentrati su quello che viene chiamato smartphone.
Questa è la parte silenziosa, poichè dopo esiste anche la rumorosa, ovvero persone che sempre con quel cazzo di telefonino in mano o attaccato all’orecchio, sembrano gradire il far sapere a chiunque gli fosse intorno, i loro cazzi.
Quindi, tu che sei lì anche per costrizione e vorresti essere da tutt’altra parte, sei in grado di conoscere tutti i cazzi personali di questa gente. E non puoi esimerti, perchè urlano addirittura dentro quel cazzo di microfonino.
Devo dire che i più “portati” sono le persone di lingua araba e sudamericana.
Ma gli italiani stanno mettendosi alla pari in fretta. Guai a restare indietro.
Quindi in mezzo a tutto questo gran vociare e cocktail di lingue, hai modo di osservare adolescenti, più che altro ragazzine, con addosso almeno una ventina di chili in eccesso, dotate di cuffie e occhi fissi su quel cazzo di schermo.
Ma anche i maschietti non scherzano.
E tutte e tutti seduti, con anziani o vecchi che, in piedi, si aggrappano dove possono.
E sì perchè oggi gli autisti di autobus devono prenderli direttamente da corsi di guida sportiva. A Maranello.
Hanno tutti il piede pesante insomma. E sono maestri nell’inchiodare improvvisamente.
Speranze  di uscire da questa gabbia di matti? Onestamente, pochissime.
Anche perchè non è raro vedere Bimbi in carrozzina, col loro bravo telefonino già in mano.
Regalo sicuramente di genitori e pure contenti di averglielo fatto. WOW!
Non oso pensare al cervello sicuramente deteriorato che avranno in età matura.
Questo su autobus, treni e metropolitana.
Se si esce all’aperto, la musica non cambia e forse è ancor peggiore.
Catatonici che circolano in strada, sempre con cuffiette in dotazione belle inserite, che vagano per le vie del centro.
Già non sentirebbero l’arrivo di un autotreno essendo così “concentrati”, ma figurarsi oggi con i tanti ciclisti o monopattinatori in circolo: come cazzo fanno a sentirne l’arrivo e magari a spostarsi.
Ma sembra importargliene una sega se ci sono mezzi a quattro o due ruote che circolano.
E loro, sono sulla loro strada.
Alcuni si incazzano pure se qualcuno in auto o in moto li manda a fare in culo dopo non averli investiti.
Benvenuti nel presente.
Pensa il futuro.

Immagine di copertina tratta da https://www.tvoggisalerno.it/mascherine-a-bordo-dei-mezzi-pubblici-bisogna-fornirle-ai-viaggiatori/

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