
DUMMIES IN MEDIO ORIENTE

Come ci si possa meravigliare delle notizie che oggi arrivano da Bagdad, l’eliminazione di Suleymani da parte di un attacco mirato USA, francamente non lo so. L’Iran ha cercato di elevare il livello dell’ingaggio con i paesi Occidentali e del Golfo più di una volta senza riuscirci. Le provocazioni sono funzionali ad aumentare il prezzo del greggio sui mercati internazionali, cosa di cui l’Iran ha disperato bisogno. Ma proprio per questo, e per il fatto che anche la Russia è nelle stesse condizioni se intende riportare la nazione ai fasti militari della potenza che fu, è stato fino ad oggi deciso di evitare allargamenti del conflitto che porterebbero inevitabilmente un blocco del Golfo Persico. Ma non è che abbiano abbandonato di vista la tenzone. Hanno solo mutato strategia. Suleymani non era solo il capo dei Pasdaran, ma anche una mente sottilissima e strategicamente sopraffina ed era senz’altro l’uomo più adatto per condurre ormai apertamente la stessa politica di lunghissimo respiro dell’Iran, inaugurata agli inizi degli anni 80. Sono l’ex Impero Persiano ed esattamente come i Turchi che si sentono l’ex Impero Ottomano, li intendono tornare. Quante cose di oggi vanno a ricadere ad allora, non vi pare? Era la persona migliore e la perdita è grave, ma non era l’unico. Altri Suleymani, magari meno sopraffini per ora ma altrettanto letali sono cresciuti. Cambierà assolutamente niente nel comportamento dell’Iran, solo diventeranno ancora più cauti. Lo devono essere perchè attaccati al culo non hanno gli americani, ma gli israeliani. Il che è peggio. E infatti mi punge vaghezza che il raid odierno sia stato condotto dagli USA, ma organizzato e preparato nei dettagli a livello di intelligence proprio da Tel Aviv. Quindi mettere l’azione di stamattina nel novero delle reazioni all’attacco all’ambasciata USA ordinato da Suleymani è inesatto. Si è trattato solo del momento adatto perchè, come già detto prima, non è che gli USA abbiano abbandonato la tenzone, hanno solo mutato strategia. Quale? Quella degli attacchi mirati contro gli elementi chiave di Teheran. “Bello sguardo” Suleymani è un messaggio piuttosto chiaro. E forse neppure più a Teheran, ora, si sentono tanto al sicuro.