E adesso cosa facciamo?

E adesso cosa facciamo?

No lo dico perchè penso di conoscere un pochino i genoani.
Siamo salvi, tranquilli, in Serie B non ci si può più andare. Ed è una gran bella cosa onestamente.
Il “problema” è che mancano ancora due giornate alla fine e quindi: cosa facciamo?
E si perchè siamo talmente abituati a soffrire, ad essere sempre a rischio infarto che belin se c’è una cosa che “ammazza” il genoano è la calma, la tranquillità, la serenità più assoluta.
Usando il Greco Antico è una vera cagata di cazzo, una menata pazzesca essere in questa condizione.
E sto parlando seriamente, non usando il paradosso e l’iperbole come sono uso fare.
So che molti stenteranno a credere quello che sto dicendo, specie tifosi di squadre che vincono sempre o quasi tipo la Giuventus tanto per dirne una, ma noi genoani dovessimo mai vincere partite e scudetti a nastro come accade a voi tifosi gobbi, belin il tutto diventerebbe, diventa di una noia mortale.
Io magari adesso dico una belinata, ma mi ricordo una cosa che secondo me succedeva eccome e sapete quando?
L’anno del Genoa del quarto posto. Certo, non all’inizio, certo non alla fine quando Genova era tutta colorata di Rossoblu nonostante ci fosse stata un’altra squadra che aveva vinto addirittura lo Scudetto, ma belin mi ricordo che a livello di Tifo dopo un po’ che facevi gol a tutti, che prendevi a pallonate le più forti squadre italiane e non solo italiane, ce n’era meno.
Al posto di aumentare, c’era meno tifo e sapete perchè? Perchè noi genoani incominciavamo a menarcelo di vincere sempre.
Diventava noioso, era un menata seppur piacevole assistere a partite dove il Genoa non pativa e non aveva da patire nemmeno un po’.
Perchè noi siam fatti così e non a caso quando “sentiamo” e metto le virgolette proprio perchè tra il Genoa e il suo pubblico allo Stadio si innesca una sorta di simbiosi tale che il Tifo diventa davvero UNICO che il Genoa è in difficoltà e magari nemmeno per colpa dei giocatori, Noi diventiamo davvero non solo il dodicesimo ma anche il tredicesimo uomo in campo!
Non ce n’è e non ce n’è per nessuno e me ne fotto se non ci credono gli altri soprattutto i sanpedoriani. Perchè è, così.
Al punto che persino i loro tifosi più caldi e rappresentativi lo sanno benissimo, perchè un amico sandoriano e non di primissimo pelo, mi raccontava che in un Derby e non chiedetemi quale e in che anno… uno dei Capi della Gradinata quando si accorse che i doriani lo menavano troppo con i canti e con gli insulti prima dell’inizio della partita, si incazzò e diceva di stare bravi.. di non menarlo troppo a “quelli là” senza motivo.
“Perchè se no poi quelli lì ci massacrano a livello di Tifo”. “Chi li tiene più”.
E’ un po’ la solita storia di andare a menare il belino a un Coccodrillo, insomma.

Chiusa questa piccola parentesi e aneddotica, penso che i genoani, il genoano sia davvero così.
E credo che la partita ideale e dove nel caso sentirete non del Tifo ma un frastuono spaccaorecchie e che dura novanta minuti più recupero, sia di questo tipo.
Genoa che per mille motivi prende tre gol in poco tempo. Magari una su rigore inesistente.
MA, i giocatori in campo stanno dando davvero l’anima.
A questo punto, ad un certo punto, si stabilisce un filo diretto invisibile tra chi è in campo e chi è sugli spalti, specie in Gradinata. E’ una cosa che non si può spiegare ma che chi ha indossato quella Maglia conosce benissimo, ha sentito nella testa e sulla pelle e ha pure detto che è così.
E’ come se –e qui sono dei Grandi soprattutto i così detti Capi della Nord e per me opinione personalissima e senza togliere nulla a nessuno i due migliori di tutti in questo si chiamano Scotto e Domenichelli– i genoani captassero per via di una sorta di collegamento che ha del paranormale, perfettamente quale sia il momento nel quale Il Genoa ha davvero bisogno di aiuto.
Si stabilisce un ponte invisibile tra tifosi e giocatori una perfetta simbiosi e, quando succede, davvero scoppia l’Inferno.
Nasce una cosa che non si può descrivere ma si può solo provare sulla pelle.
E quando questo accade, non ce n’è per nessuno. Davvero ragazzi, non lo dico perchè sono genoano.
Lo dico perchè è così. E se si ha la fortuna di sentire cosa dicono in privato tantissimi calciatori, anche grandi campioni che hanno giocato in grandi squadre e su ogni campo e in ogni stadio o addirittura che sono stati dei veri e propri idoli della tifoseria iperpluricolorata, si capisce, quanto tutto questo sia vero.
Tanto i genoani possono essere distruttivi, pessimisti, negativi, rompicoglioni, fuori dal Ferraris, tanto sono incredibilmente unici quando ci sono dentro e avvertono, che il Genoa, ha bisogno di loro.

Risultato di quella partita ipotetica e “sogno” di qualsiasi genoano?
Vittoria per 4 a 3. Con nostro gol segnato a mezzo secondo dalla fine.
Credo che il genoano questo risultato e questo tipo di partita lo vorrebbe tutte le domeniche o quasi e non la cambierebbe con nessun tre a zero a favore. Roba da infarto. Appunto.

Capite perchè ho scritto questo, cioè: e adesso cosa facciamo?
Niente. Ce lo meneremo un po’, ci annoieremo molto di più anche se vincessimo le ultime due con un paio di gol di scarto e aspetteremo che arrivi ed inizi il prossimo campionato.
Però caro Presidente, non è che visto tutto quello che ho detto e scritto lei sia obbligato a farci passare un altro anno di merda eh?
Ci piace soffrire, il giusto. E’ come il sale sulle pietanze. Ci sta da dio.
Ma se poi arriva il Dolce non è che ci incazziamo.
Grazie ragazzi e se vedemmo l’anno proscimo pe vedde comme a l’è anaeta.
Sempre Alè Genua.

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