Eh lo so cari Albarini

Eh lo so cari Albarini

Vi capisco, perchè adesso state provando qualche disagio causa traffico e magari anche smog.
Pensate un po’ a tutta la gente che abita ad esempio nel ponente genovese o in Valpolcevera che sono decenni che convive con fabbriche inquinanti, polveri sottili, rumore, traffico indescrivibile.
Eppure non pensiate che zone come ad esempio Cornigliano e Prà fossero posti che facessero così anguscia e che invece Albaro fosse da sempre Zona Residenziale e con tante belle abitazioni anche di lusso.
Non sto dicendo che una volta Albaro fosse brutta, anzi, era un posto splendido sotto certi punti di vista.

C’erano delle splendide Ville, delle costruzioni alla Genovese molto belle.
Ma belin, gh’ea ciû che atro di Orti e probabilmente anche de Sinsâe che ghe voeiva a scciûpetta pe amassàle.
Voglio dire che nello stesso periodo non è che appunto Cornigliano fosse tanto peggio prima che buttassero giù tutto e costruissero l’Italsider eh?

E lo stesso discorso vale per Prà soprattutto e per tutto il ponente genovese appunto.
Adesso, siete stati toccati voi Albarini, con il problema Esselunga e con un po’ di traffico e rumore in più.
Vi capisco, ma il problema è Esselunga o quella Genialata pensata non so da chi della pista ciclabile in Corso Italia?
Perchè, sempre a mio modestissimo ed insignificante parere, sarebbe stato da scendere in strada un po’ prima.
Sarebbe stato da protestare appena si fosse saputo di quella meraviglia di corsia delimitata da striscia gialla che chiamano pista ciclabile.
Che poi io mi chiedo e chiedo: ma chi è che va in bicicletta a Genova.
Non siam mai stati Cinesi. E poi soprattutto d’Inverno, quando piove, chi cazzo ci va a pedalare in Corso Italia?
Dicono che sono parecchi i ciclisti a Genova. Se contiamo i sandoriani… perchè a me non risulta che segge pin de ciclisti.

In ogni caso, siamo sempre lì: ci si incazza quando ci toccano il nostro di culo e mi scuso con le Signore per il Provenzale antico. Quando veniamo toccati noi e ci viene tolto qualcosa, perchè se tocca agli altri chi se ne fotte.
Aprendo parentesi, mi stupisco e moltissimo che questo non valga per le assurde restrizioni e limitazioni di libertà causa Covid visto che toccano tutti, ma questa parentesi la chiudo subito anche perchè è un anno che ne apro.

Quindi cosa posso dire, per quel che conta e vale ovviamente zero cari abitanti di Via Piave e dintorni.
Dico che vi capisco, e dico che forse adesso capite anche voi qualcosa che prima non capivate.
Più che per Esselunga che fino a ieri tra l’altro vi rendeva i primi clienti ed entusiasti nell’andarci a comprare, il problema vero secondo me è quella belin di pista ciclabile collocata in Corso Italia.
E siccome pare, sembrerebbe, che si voglia continuare ad aumentarle e quindi a questo punto io suggerisco per tutta l’Aurelia fino a Camogli… forse è da protestare e da scendere in strada per altro, non per Esselunga.
Oppure, era da alzare la voce prima, non adesso a cose fatte se si parla di “Supermercato”.
Che poi povera, si fa per dire, famiglia Capriotti, sono decenni che tenta che prova ad aprire non dico una serie ma UN Supermercato a Genova.
Di COOP e di BASKO ce ne sono e da sempre una ogni 50 metri, oltretutto.
Chissà perchè non ci riusciva mai.


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