
Genoa, vi racconto una favola…

C’era una volta un antico Reame che faceva parte di un territorio più grande e che si diceva avesse una strana forma, ovvero quella di uno stivale.
Questo Reame e era stretto tra i monti alle sue spalle e appunto quella bellissima cosa blu che sta mai ferma che la gente chiamava Mare.
Questo Reame era molto ricco, florido, aveva paesaggi e palazzi bellissimi ed era conosciuto un po’ ovunque per la forza, la tenacia, il coraggio dei suoi abitanti. E proprio per questo erano molto temuti e rispettati.
Un bel giorno un gruppetto di uomini provenienti da una grande Isola sbarcarono e si stabilirono in quel luogo bellissimo probabilmente affascinati da tanta bellezza.
Non si sa bene come e perchè, decisero di far conoscere agli abitanti del Reame un gioco, un gioco che già alcuni praticavano nella grande Isola. Era uno strano gioco e che consisteva nel rincorrere una palla e cercare di buttarla dentro la porta avversaria, ovvero una sorta di rettangolo formato da tre pali di cui due conficcati nel terreno. Ma la cosa strana era che quella palla non poteva essere toccata con le mani ma solo con i piedi. Una vera stranezza, ma che a poco a poco conquistò sempre più persone.
Visto il successo e la popolarità sempre crescente, uno di quegli uomini arrivati dalla grande Isola decise di formare una squadra, con tanto di giocatori e di statuto.
Passarono gli anni e quella squadra incominciò a mietere successi su successi battendo praticamente chiunque si fosse presentato ad affrontarla.
Fino a che, ad un certo punto, incominciarono le sue disgrazie.
Si dice che tutto incominciò a causa dell’arrivo di un despota, di un tiranno e che per mezzo della forza e della violenza arrivò ad essere il capo di quella strana terra a forma di stivale.
Questo tiranno odiava fortemente tutto quello che poteva provenire o avesse a che fare con la grande Isola e forse proprio per questo incominciò a vessare la squadra del Reame.
Forse anche perchè essa era il simbolo di quel Reame e quindi dei suoi abitanti e siccome essi erano oltre che tenaci e coraggiosi anche molto indipendenti, non suscitavano certo simpatie al despota.
Sta di fatto che quella squadra incominciò a diventare sempre meno forte e da lì iniziò la propria decadenza. E per via del despota perse pure il nome originario e persino il luogo dove essa era solita giocare. Anche se la squadra di quel Reame continuò a giocarci unica e sola.
Fino a che…
Passarono gli anni e il despota fu finalmente tolto dai piedi e in questo gli abitanti del Reame ebbero un grosso ruolo in questo e riconosciuto anche fuori dai confini.
Nel frattempo nello “stivale” arrivò un nuovo governo e che decise con mezzi non del tutto leciti e legali, di permettere la fusione tra tante squadre di piccoli borghi.
Intervenne, oltre che il Governatore di quella che allora fu chiamata Federazione, anche una potentissima famiglia di ricchissimi commercianti.
Che i fondatori giunti dalla grande Isola chiamavano Lambs.
Questa nuova squadra iniziò a creare ulteriori problemi alla squadra del Reame, spinta dall’odio, dalla competizione e dal senso di rivalsa, poichè non rappresentava di certo la squadra del Reame e dei suoi abitanti. Infatti per via della fusione tra un innumerevole numero di piccolissime squadre, anche il nome fu scritto in una lingua incomprensibile, tanto da avere tre consonanti di fila.
Cosa che non rispecchiava di certo nè la lingua del Reame nè la lingua del Regno.
Questa rivalità e questo odio nei confronti della squadra primogenita proseguì e andò avanti per molti anni. Ci furono parecchie male azioni nei confronti della squadra del Reame e anche tentativi di toglierla di mezzo portate avanti da notabili e potenti personaggi dell’epoca.
E il nome dei Lambs continuò a serpeggiare tra gli abitanti del Reame e tifosi della propria squadra.
Era opinione comune che quella potentissima famiglia avesse ancora e sempre a che fare con la squadra dalle tre consonanti di fila e con la poca simpatia provata nei confronti della squadra del Reame.
Si diceva, ci fosse una sorta di alleanza tra i Lambs e gli allora notabili del Reame.
Suffragata da un fatto che accadde in un preciso anno, ma del quale non si ha data certa.
Si racconta infatti di una vera e propria guerra tra due fazioni, una lotta tra banche e Santi.. di quell’epoca. Una sorta di guerra appunto e che aveva il Reame e un altro più a nord come contendenti.
La squadra del Reame purtroppo in questa guerra ci finì di mezzo.
E anche per via di vere e proprie infamità, finì addirittura due categorie più in basso.
Fu un periodo molto buio e triste per la squadra e per i suoi tifosi, ovvero la stragrande maggioranza degli abitanti del Reame. Ma per via di un condottiero arrivato da Sud e per la sua ostinata tenacia, la squadra del Reame ritornò nella serie che le competeva e da sempre.
Fu una battaglia molto dura perchè il condottiero si ritrovò a combattere contro diversi potentati, anche dello stesso Reame, praticamente da solo. Ma alla fine riuscì a vincere e a sconfiggere il nemico.
La favola dice che andato via il condottiero arrivarono da molto lontano persone molto ricche, in aiuto della squadra del Reame. La comprarono addirittura e facendone di essa una realtà in grado di poter raggiungere col tempo gli antichi fasti.
Ma le azioni scorrette e l’odio verso la squadra del Reame non è che terminarono.
La Fiaba non lo dice, ma si pensa che siano continuate e continueranno.
Quei personaggi e quell’aiuto continuo verso la squadra dei piccoli borghi non sono spariti.
E pare, che la squadra dei piccoli borghi continui ad averne l’aiuto.
Soprattutto, quando è in difficoltà e sembra essere sul punto di sparire.
Per adesso la Fiaba finisce qui.
La Fiaba è finita, ma se non fosse appunto una Fiaba, una Favola per bambini, magari oggi si parlerebbe di amici e di sponsor.
E i nommi che gïan son sempre i mæximi.
A proposito, qual è l’attuale Sponsor della sampedoria?