
Genoani illustri (Capitolo 1)

Penso di non esagerare se dico che il numero di genoani illustri è tale che probabilmente si potrebbe scrivere un libro intero, se non addirittura un’intera enciclopedia, solo su questo argomento.
Storicamente il Genoa ha saputo unire il sacro al profano e nella nostra città, nello stesso periodo, si poteva trovare il cardinale ed il console dei portuali divisi su temi politici, etici o religiosi, ma uniti dalla comune passione per il Vecchio Grifo.
Sandro Pertini, dirigente socialista, partigiano e militante antifascista, è stato probabilmente il più simpatico Presidente nella storia della Repubblica. Genovese d’adozione, per avere vissuto e lavorato a lungo nella nostra città, dove tra l’altro fu direttore del quotidiano Il Lavoro, dal ’47 al ‘68.
Genovese d’adozione ma savonese di nascita, anzi savonese di un comune montano : di San Giovanni di Stella, per la precisione, ridente paesino sulle pendici del Beigua.
A volte mi viene da pensare che la geografia ed il paesaggio possono addirittura condizionare il pensiero politico. Il Beigua è un monte che sfiora i 1300 metri, a picco sul mare, e dalla sua vetta, nelle belle giornate invernali, guardando a sud, si può talvolta ammirare la Corsica, mentre, con una rotazione di 180 gradi, volgendosi a nord, si possono chiaramente distinguere le cime alpine del Monviso, del Monte Rosa e del Cervino, vette di un arco montuoso che segna il confine con Svizzera e Francia. A volte mi viene da pensare che se nasci in mezzo alla nebbia, e non vedi aldilà del tuo naso, non puoi che avere anguste e ristrette vedute. Ma se il tuo habitat ti offre un orizzonte che spazia su visuali di quattro o cinquecento chilometri, tra terra e mare : dalle isole del Mediterraneo centrale alle catene alpine di Provenza, Savoia e Vallese, allora non puoi che essere un amante della libertà. Forse l’insofferenza di Sandro Pertini verso la dittatura fascista, prima ancora che alla sua formazione politica, va ricondotta al luogo dove è nato e cresciuto.
Ma il vecchio Presidente della Repubblica, oltre che amante di libertà è stato anche amante di calcio. Di lui è memorabile la presenza in tribuna, ai mondiali di Spagna e, soprattutto, il gesto della sua mano al terzo gol di Altobelli, come a dire : « Ormai non ci prendono più », oppure : « Non c’è niente da fare, non ce n’è più per nessuno ».
Di Pertini, però, in quegli anni si ricorda anche una partecipazione al Ferraris, durante una partita, dei blucerchiati, contro ll Milan di Baresi, Tassotti e Maldini. E al giornalista che gli aveva chiesto se la sua presenza, in quella partita, fosse un segno di tifo per la Sampdoria, Pertini rispose che lui tifava Genoa sin da ragazzo.
Massimo Prati