Genoani illustri (Capitolo 3)

Genoani illustri (Capitolo 3)

Edoardo Sanguineti era cresciuto a Torino ma era levantino di nascita, essendo un tigullino di Chiavari. Il Tigullio è una zona del Levante della provincia di Genova che ha forti legami col Genoa. In quella parte della nostra regione, tra Rapallo e Riva Trigoso, sono nati giocatori che hanno fatto la storia del Grifo : da Nela a Baveni, passando per Becattini.
E, anche a causa di questi importanti fattori, in quella parte della nostra regione, la presenza di tifosi del Grifo è solida e capillare. Chissà, forse fu proprio il richiamo di giocatori dello stampo di Becattini che portò Sanguineti a diventare genoano. La mia è una semplice supposizione di cui non sono per niente sicuro. Ma leva d’appartenenza e prossimità territoriale, mi fanno pensare che potrei anche essere andato vicino alla realtà. La cosa certa, invece, è che il rapporto tra il Genoa e questo artista, avrà dei risvolti creativi.

Con gli occhi caldi, qui, del Dottor Spensley (se metto insieme e preistoria e protostoria e storia), un secolo calcistico mi scruta : (sta mezzo abbandonato, le gambe accavallate: trascura un volumone, aperto al suo fianco, per guardarmi, e tutti gli altri libri, schierati là negli scaffali, fitti : e si regge la testa con una mano, taciturno, ormai) :

la vecchia sfera gira sempre, tra i nostri piedi inquieta, accarezzata dai venti marini: (e, sotto, i nostri piedi, ruota ancor la sfera del pianeta) :

fotografie superstiti (piene di tempo, popolate di morti noti e ignoti) additano, per frammenti di lampo, questa lunga leggenda

è rossa, è blu 

Edoardo Sanguineti

Maggio 1992

Ma la foto di Spensley non è la foto di un semplice e singolo essere umano. È la foto di un pioniere del calcio, che fa parte della mitica storia di un mitico club. E quella foto si ricollega ad una miriade di altre foto. Fa parte dell’album della nostra famiglia, un racconto in cui compaiono altri interpreti con la nostra casacca ; istantanee piene di storia, cioè « piene di tempo ». Istantanee che « ci additano per frammenti di lampo », foto cioè che hanno immortalato un momento fugace, della durata di un lampo. Ma foto che sono come tessere di un mosaico, e che – se ricomposte in un quadro d’insieme – ci « additano », vale a dire ci indicano o, meglio ancora, ci mostrano lo sviluppo di una leggenda. Una leggenda che, vale la pena di ribadirlo, si tinge di Rosso e di Blu.
E, alla fine di questa poesia, non ci resta che un sentimento di gratitudine verso James Spensley, per essere stato fonte d’ispirazione. Ma, in questo caso, un grazie ancor più grande anche al nostro Poeta che ha reso omaggio alla storia del nostro club.
Il Genoa.
Massimo Prati.

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