
Già, il 25 Aprile

A leggere i messaggi di molte persone in merito al 25 Aprile, senza offesa per loro, ma credo non abbiano la minima consapevolezza di chi sono, di dove sono, che cosa fanno, di cosa gli stia succedendo. Di cosa stiano parlando.
Non pensavo si potesse arrivare a un tale livello di assurdità e così allargato, generalizzato. Ma è così.
Non si può parlare di nonni, di Partigiani, di mio nonno che era sui monti e di Libertà ottenuta per mezzo di armi da fuoco e rischio di vita reale e giornaliero, se poi si accettano senza fiatare arresti domiciliari, coprifuoco e mascherine indossate anche al cesso perchè in giro c’è un’influenza…
E magari si fa pure la spia se qualcuno non ha la mascherina sul naso…
Non si può parlare di Nonni e Partigiani, di eroici combattenti e li si ringrazia giustamente per aver difeso la Libertà se poi ci si caga addosso per una multa fatta da un Vigile e si ha il terrore di una autocertificazione (illegittima) mal compilata.
Parlano di persone che imbracciavano un fucile e andavano contro i mitra, i cannoni e le bombe dei tedeschi e dei fascisti perchè gli si era levata la Libertà, e si cagano addosso di un vigile perchèsenoglifalamulta.
E non si rendono conto che quella cosa che oggi celebrano con tanta solennità, l’hanno persa.
E se continuano così, a comportarsi così, come pecore inconsapevoli che seguono il pastore di turno, la perderanno irrimediabilmente. Per sempre.
Secondo me, tutte queste persone, hanno davvero problemi di consapevolezza. E anche di sè.
Dire che sono bipolari è un eufemismo e anche un complimento.
Senza offesa, naturalmente.
VIva il 25 Aprile. Quello vero. E che qualcosa avrebbe dovuto insegnare.
Avrebbe.
A Quella Gente, a quelle Donne, a quegli Uomini, mi sono permesso di dedicargli una belinata, qualche anno fa.
Non è certo un capolavoro, lo so.