
GIOCO A FIFA20 E QUINDI ME NE CAPISCO

La Lazio avrebbe potuto e certamente voleva, far male al Grifone. Quando l’Aquila scendeva in picchiata verso la nostra difesa, faceva paura. Ma il Grifone non si è intimorito. Ha spiegato le ali: due errori nei primi minuti dei due tempi hanno reso tutto molto più difficile, ma non impossibile: Masiello – Soumaoro e Biraschi Soumaoro si sono fatti “piccionare” probabilmente timorosi del fallo. Nel primo caso, saltato Criscito, l’ex Atalanta ha chiuso nella stretta con il compagno Marusic. Più cattiveria da parte del francese avrebbe probabilmente sventato il pericolo. Trovarsi sotto dopo 2 minuti e mezzo, ha creato nel Genoa un po’ di “panico”… ma per riprendersi sono bastati pochi minuti. Il terzo goal, invece, ha dato una botta un poco più destabilizzante, visto la costante presenza in zona d’attacco, la pressione fin lì mantenuta costante, ma il rigore ha atto speranza ai giocatori come ai tifosi. Tutti ci credevamo e tutti hanno combattuto per raggiungere il pareggio, che sembrava dover essere il minimo. Peccato.

Come se avessero avuto bisogno, Maresca ci ha messo del suo. Soprattutto su quel 3 a 1. Non mi va di commentare, ma faccio notare la posizione dell’arbitro costantemente lontano dall’azione, salvo in un caso quando si è trovato proprio in mezzo ad un passaggio a centrocampo che ha dato palla all’avversario. Basta questo, o quel quel gesto secco sul primo rigore negato; basta il fatto non avesse visto il secondo – e meno male che il Var… ma il dubbio resta, più che chiaro…
Un plauso a Berhami, per me migliore in campo. Si è sentita l’assenza di Sturaro, ma centrocampo e parte dell’attacco sono da applausi. Parte sì, perché Favilli, che per me resta un grande giocatore, vagava smarrito. Il suo gioco non è quello di Pinamonti. Lui è punta abituata a stare davanti e seppur ha provato ad agire come il compagno influenzato, il risultato è stato del tutto insufficiente. Ad oggi, non ci si può permettere di non rientrare in sostegno. L’ex Inter fa di questo il proprio miglior gioco: lotta su tutti i palloni arretrando, combatte, corre. L’ex Juve è uomo d’area, che dovrebbe portare la squadra “dentro”, ma soprattutto in partite come quella di ieri, serve il sacrificio di ognuno. Com’è stato quello di Sanabria, che ha lavorato il doppio per compensare il compagno latitante.
Biraschi, peccato. Due errori, quello di cui sopra ed uno fortunatamente finito in un nulla… ma che paura. Resta uomo importante per difesa e discese. Mai potrei condannarlo! Masiello maluccio, coinvolto in 2 su 3 goals. Per il resto, Ankersen potrebbe fare di più, provare a saltare l’uomo sarebbe opportuno e utile. In generale, spesso la palla girava molto, ma i giocatori erano statici, non provando quasi mai a superare secco l’avversario. Un po’ di prudenza comunque era dovuta.
Sulla punizione di Cataldi, non particolarmente angolata, Perin avrebbe potuto fare di più? Lascio a voi il giudizio, ma non dimenticate 3 situazioni importanti dove si è rivelato risolutivo.
Nota lieta il ritorno di Falque, dopo i 40 minuti giocati aveva i crampi, è vero, ma ricordo venire anche dall’influenza. Resta una classe indiscutibile con libertà di movimento, che certamente sarà utilissima. Pandev come al solito… finite voi la frase.
Peccato negli ultimi minuti qualche errorino di troppo, ma i ragazzi stavano dando l’anima e la concitazione talvolta fa sbagliare anche la rimessa laterale od il passaggio in area. Oltre alla stanchezza. Perché ieri si sono visti quasi tutti i 90 minuti giocati al massimo. Meritata la standing ovation finale ed il coro “vi vogliamo così” a dimostrare che anche quando si perda, i meriti vengano attribuiti. Finalmente una partita in cui solo un coro nemmeno tanto udibile è stato dedicato all’attacco al Presidente. speriamo sia così sempre e alla fine penseremo agli insulti, per ora massimo sostegno, quello da brividi, quello di un Nord che pareva dimenticata…
Questo Genoa, quello criticato e condannato dai più, sta dimostrando di essere squadra non solo idonea alla salvezza, ma pure consapevole della propria forza e di poter fare divertire. Avantci così: al pericolo retrocessione non ho mai creduto, adesso penso solo a giocarmela con tutti. Solo il Cornavirus può fermarci 😉 Match rimandato o giocato a porte chiuse, si vedrà, ma pure in un silenzio surreale, i nostri Grifoni sentiranno l’amore ed il sostegno di una tifoseria finalmente unita e “cantante”, che ha saputo mettere da parte rancori e opinioni divergenti.