Grazie genovesi

Grazie genovesi

Non so quanto durerà, ma per adesso mi sento di ringraziare i genovesi. O almeno parte di essi.
Ieri sera sono uscito, non è che lo faccio mai, e ho notato un certo movimento allegro e spensierato in giro.
Ok, non sembrava di essere a Madrid in Puerta del Sol la notte di Capodanno, ma comunque di ragazzi e di gente in giro e SENZA museruola ce n’era a sufficienza, visti i tempi.
Io non so se sia merito del Sindaco o di Toti, anche se a vedere come son messi altri italiani con i governanti che hanno verrebbe da pensarlo. A sentire certi nomi e senza farne tipo Zaia o De Luca, mi viene la meningite.
Ieri sera dicevo e a parte i soliti posti in centro e che sono molto frequentati già da un bel po’, tornando in giù da Levante a tarda ora, ho rivisto una cosa che una volta era normalissima, ma che oggi, in tempi di Gino Virus, provoca un certo sebben piacevole stupore: gruppi di ragazzi fuori dai Bar che parlavano, ridevano, e magari col loro bel bicchiere di Birra o altro in mano.
Già che succeda il fatto di stupirsi di tutto ciò dovrebbe dar l’idea di come siamo messi e in che mondo di merda stiamo vivendo.
Che Vita di merda, che ci hanno propinato.
Io non so se sia anche un po’ merito di quei ragazzi, di quella gente che sta dimostrando oltre che Intelligenza anche di possedere ancora la voglia di Vivere, ma nel caso, così fosse, dire grazie genovesi mi sembra scontato.
Probabilmente, doveroso.
Non è un caso che Balilla, Mazzini, Mameli, Piazza De Ferrari nel 1960, fossero genovesi.
Continuiamo così.


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