
High hopes

Fra i cambiamenti apportati dalla nuova gestione del Genoa CFC 1893, c’è il sostanziale salto di comunicazione. Un esempio clamoroso.
Ed è tanto più evidente quanto più chiaro è il ricorso a ridanciani scimmiottamenti, esposti, vani tentativi di raid sui simboli evidenti, bandiere sugli scogli ad esempio, del tumore calcistico che prima o poi dovrà essere estirpato.
A questo non resta che fare il suo mestiere: essere pericoloso ovviamente. Come? Non potendo più sul piano dell’organizzazione , della comunicazione, della capacità di spesa, ricorrendo al mondo sommerso che lo ha fatto nascere e crescere, procurando però problemi non solo in ambito sportivo, ma soprattutto in quello amministrativo e sociale, italiano tutto, mica solo genovese e basta.
Quanti sono i proprietari passati coinvolti in grandi truffe ed evasioni, persino in ambito internazionale tanto da utilizzare i casi quali history cases in prestigiose università inglesi? Ah non lo sapevate?
Quanti sono quelli che hanno finanziato la strategia della tensione? Ah, non lo sapevate?
Quanti in entrambe? Ovviamente senza mai processi, senza mai giudizi in un senso o nell’altro, ma con fughe, prescrizioni, addirittura ignorate ripetutamente le evidenze, sia in ambito politico sia in quello sportivo. I finanziamenti ai Principi, le carni di porco….improvvisi azionisti di riferimento…….i bari tutto a posto…..i 750 milioni per bonifiche industriali, le rinnovabili ” e affini”…..e se volete possiamo andare indietro. Sino agli anni 60. E forse anche prima.
Ed oggi ancora necessita di quel sangue che lo alimenta. Per continuare a fare il suo mestiere. Potere, leggi e provvedimenti ad hoc, occupazione delle alte sfere amministrative…. in modo ormai evidentemente spudorato e contrapposto da parte di chi, invece, dovrebbe tenere equidistanza.
Prima ne diventiamo coscienti e meglio è, non solo dal punto di vista “sportivo”, ma soprattutto sociale.
A noi non resta che prendere atto del netto passo avanti in termini gestionali del vecchio balordo, ma Roma non è stata fatta in un giorno. Occorrerà pazienza, e lo dico a me che se subiamo un gol all’ultimo secondo dell’ultimo minuto dei tempi di recupero mi rendo cosciente che siamo ancora “il vecchio” grifone nonostante il bianco e la pittura.
Io sono molto più pragmatico. Un mio amico scrive che il prossimo anno partirà una corazzata di investimenti.
Bene, me ne compiaccio. Guardo con speranza ed attenzione, conoscendo le regole non solo dell’organizzazione, ma anche quelle della gestione solida, e ne abbiamo di esempi nel calcio nostrano, penso all’Atalanta, ad esempio, ma anche al Napoli, non una corazzata, bensì un’intera flotta con tanto di portaerei, nostro prossimo, guarda un po’, avversario.
Restiamo in A, che è già un risultato da raggiungere con le unghie e con i denti. Poi vedremo. One step Beyond.