
Hong Kong…

Fossimo ancora ai tempi della filibusta, invece di definirlo imprenditore, o finanziere e filantropo, come nell’intervista, lo chiamerebbero semplicemente Capitan Soros. Di fatto i suoi precedenti con l’Italia e la speculazione orchestrata sulla Lira nel ’92 non sono un bel biglietto da visita: “Nel ’92 il finanziere di origine ungherese divenuto statunitense contribuì a causare al nostro Paese una perdita valutaria di 48 miliardi di dollari. Da allora in Italia c’è l’Imu. Ora finanzia partiti e Ong e fa beneficenza.”. Ma “la Repubblica” di oggi e la carta stampata occidentale, deve obbligatoriamente dare voce e risalto a questa grave mancanza di libertà messa in atto dalla Repubblica Popolare cinese. Hong Kong, un paradiso, dove la Triade cerca di mantenere in vita un potere economico finanziario che a Soros come ad altri “rispettabilissimi finanzieri e filantropi mondiali” fa ancora comodo, come al mio lattoniere può far comodo essere pagato in nero, dopo che mi ha riparato lo sciacquone.

