I grandi italiani: Federico Caffè

I grandi italiani: Federico Caffè
Cosa è una “riforma”?
Scompariva, letteralmente, senza lasciare traccia, il 15 Aprile del 1987 uno dei più grandi economisti italiani e mondiali di tutti i tempi. Un anno dopo l’assassinio di Olof Palme, nove anni dopo Aldo moro, 8 dopo aver tolto di mezzo Baffi e Sarcinelli, altri due economisti veri, non i Monti ed i Cottarelli di oggi, proni ragionieri e stop, 5 dopo l’abolizione della Glass Steagal act e lo sganciamento della Banca d’Italia dal Tesoro, un vero e proprio golpe economico realizzato fuori dal parlamento, extraparlamentare dunque, da Ciampi e Andreatta, 2 anni prima di Maastricht, 5 anni prima di Falcone e Borsellino e 6 prima degli attentati false flag definiti di mafia. E di mani pulite. Insieme a De Gasperi, La Pira, Enrico Mattei, Adriano Olivetti, Aldo Moro, i papi Roncalli, Montini, Luciani, uno degli astri nel cielo nel dopoguerra del nostro disgraziato stato, che ha DOVUTO subire una guerra interna ostile e continua sino a tangentopoli, in trazione diretta, sin da prima della fine della seconda, e che tutt’oggi rimane.
Scompariva così, taciturno per sempre non solo per la cultura e per il pensiero economico, ma soprattutto per la sua funzione per il nostro paese. Quando “riforma” era sinonimo di avanzamenti sociali, non arretramento, tagli, e le famose, canagliesche, “condizionalità ” del MES e del PNRR.
Scomparve lui e furono tacitati, così, casualmente, lui ed i suoi allievi che seguivano i suoi insegnamenti, Tarantelli e d’Antona, opportunamente assassinati. Ovviamente dalle B.R., come Aldo Moro.
Un ultimo allievo, Draghi, era di un’altra pasta: il Darth Vader dell’Italia.
Una scia di sangue e colpi di stato progressivi, che hanno letteralmente rovesciato quella che era diventata la quinta potenza economica al mondo negli anni 80, quella che fino al 1982 aveva, ormai da quasi trent’anni, un rapporto debito pil al 60%. Sino a Ciampi e Andreatta. Fatti fuori Baffi e Sarcinelli. Nonostante inflazione ed i giusti monopoli dello stato: energia, sanità, previdenza e IRI. Oggi, che non resta quasi più niente siamo al, quanto? Al 160%? Tutti interessi, esplosi dell’abolizione del glass steagal. Uno dei paesi, forse IL paese, lo stato, LA NAZIONE, con il livello di risparmio piu alto al mondo. Ciò che ha sempre fatto gola alle Merryl linch, ad esempio. Ciò che il fallimentare Moody’s non ha mai sopportato.
Ricordiamo sempre di piu la scomparsa di quest’uomo, perché dove oggi siamo, lo dobbiamo anche a quella. E ricordiamoci della favola di Pollicino: mettiamo in fila tutte le pietroline bianche. Prima o poi ritroveremo la strada di casa. Oltre a capire.
Maurizio Moscatelli

Federico Caffè, la solitudine del riformista

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