
Imprese e Mafia

Sembra passato più di un secolo da Mr. Calvi e Mr. Sindona, per non dire dal figlio del Padrino che aveva già messo i picciuli in Borsa, ma col Covid 19 stan cadendo tutti dal pero, come fosse un’opportunità per mafia e ‘ndrine ed è bello leggere questo pezzo su IL SECOLO XIX di oggi dal titolo: “Le imprese e gli aiuti chiesti alla mafia “Da loro la prima mossa 8 volte su 10” sottotitolo: “I magistrati: “Il ministro Lamorgese ha ragione, è riduttivo parlare di infiltrazioni” Ora timori per i porti””. A proposito di Porti è di pochi giorni fa 5 motrici bruciate a Calata Bettolo nel Porto di Genova, per cui non si è ancora capito se bruciate per autocombustione o per dolo, ma siamo certi verrà alla luce. Detto questo torniamo a bomba al pezzo di cui metto schermata qui sotto, raccomandando a tutti, prima di leggere, di fare un pensiero e dire una prece per Mr. Calvi e per Mr. Sindona, uno appeso al ponte dei Frati Neri suicidato a Londra, e l’altro defunto in carcere per un caffè alla stricnina, sono particolari esiziali, ma in un certo senso sintetizzano quanto la mafia fosse già pienamente attiva nel corpo verginale della finanza e quindi di riflesso nell’impresa. Sotto ancora, metto un altro pezzo sempre de IL SECOLO XIX di oggi dal titolo: “Il 10% della Lega a fondi stranieri Lotta di voti, Lotito in minoranza”. Come dicevo prima di Mr. Calvi e Mr. Sindona, siamo ai Fondi d’investimento stranieri, forse Lotito si batte per quelli nazionali, sta di fatto che sempre più impellente urgerebbe una domanda di tipo trasversale e che investisse la politica: Chi mette i picciuli nei Fondi d’investimento, nazionali e/o stranieri? Non è che il figlio del figlio del figlio del Padrino? Buona lettura dell’uno e dell’altro articolo.

