
Intanto nel “mondo”

Come sempre succedono parecchie cose importanti e una di queste si chiama Obamagate.
Come molti sanno si tratta di uno dei più grossi scandali politici degli ultimi decenni e che per il quale è in atto una vera e propria guerra tra il Presidente Trump e l’ex Obama, colpevole quest’ultimo di avere organizzato un vero e proprio complotto ai danni dell’attuale Presidente degli Stati Uniti.
I fatti, pare stiano dando ragione a “Donald” e sembra che proprio per questo se ne vedranno delle belle.
Delle belle in senso lato, ma molto meno belle per i “democratici” e non solo americani…
E sì perchè sembrano essere coinvolte parecchie persone, ambasciate, ambasciatori, politici.
E a Roma, tanto per dirne una, non è che non esistano Ambasciate e politici, anche importanti o ex, importanti.
E visto che la guerra è tra “democratici” e Trump, bè, magari qualcuno potrebbe anche incominciare a preoccuparsi. E non poco.
Chissà che non si possa dire tempi duri per i “democratici“.

Il direttore generale dell’intelligence nazionale Richard Grenell ha declassificato alcuni file riguardanti ex funzionari dell’amministrazione Obama che sarebbero coinvolti nel cosiddetto “complotto” ai danni dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, Michael T. Flynn, incastrato dall’Fbi per dei presunti legami con il Cremlino (fu, infatti, la prima grande vittima dell’inchiesta sul Russiagate). Lo riporta Abc News. Grenell, che rimane l’ambasciatore degli Stati Uniti in Germania, oltre ad aver assunto il ruolo di capo dell’intelligence, è stato visto la scorsa settimana nella sede del Dipartimento di Giustizia, nello stesso momento in cui l’Attorney general William Barr ha deciso di archiviare il caso Flynn e di far cadere tutte le accuse contro il generale.
“Così Obama e i suoi funzionari hanno tentato di incastrare Trump”
Nel frattempo, il Presidente Donald Trump ha lanciato una serie di tweet a raffica contro il suo predecessore, Barack Obama, facendo diventare virale la parola chiave #Obamagate, sostenendo che il suo è stato “il più grande crimine politico della storia americana fino ad oggi”. Trump ha aggiunto, attraverso un retweet di Buck Sexton che Obama “ha usato le sue ultime settimane in carica per sabotare la nuova amministrazione”. Nel frattempo, anche i media conservatori si scagliano contro l’ex presidente.
Sean Hannity ha aperto il suo programma televisivo su Fox News proprio sull’Obamagate, criticando duramente l’ex presidente e la sua amministrazione per come sono state condotte le indagini sul Russiagate e su Michael Flynn.”Molti funzionari attuali ed ex hanno motivo di essere preoccupati” ha sottolineato Hannity. “Le mie fonti [mi] stanno raccontando stasera che alcuni di loro si sono già presi i più costosi avvocati di Washington, Dc”, ha aggiunto. “Forse sanno cosa sta per succedere. Forse è per questo che quasi 2000 ex impiegati del Doj hanno firmato una lettera contro Barr per aver fatto cadere le accuse contro Flynn. Il tempismo è sospetto, non credete?”. Secondo Mollie Hemingway, ospite di The Ingraham Angle, le ultime rivelazioni sul caso Flynn dimostrano che l’ex presidente Barack Obama ha cercato di utilizzare le indagini sul Russiagate per sabotare l’amministrazione Trump. Nel mirino dei repubblicani c’è l’incontro del 5 gennaio 2017 a cui hanno partecipato Obama, l’allora vicepresidente Joe Biden, l’ex direttore dell’Fbi James Comey, l’allora capo della Cia John Brennan e l’ex direttore dell’intelligence nazionale James Clapper.
Rudy Giuliani: “Una cospirazione orchestrata da Brennan e Comey”
In un’intervista rilasciata a una radio di New York, l’ex sindaco della Grande Mela Rudy Giuliani, consulente legale personale del presidente Donald Trump, ha parlato della decisione del Dipartimento di Giustizia di far cadere le accuse contro l’ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn. Secondo Giuliani, l’ex direttore della Cia John Brennan e l’ex capo dell’Fbi James Comey, fautori del “golpe” contro Donald Trump, potrebbero essere incriminati per “alto tradimento”. “Penso che Brennan abbia gestito questa dannata cosa” ha detto Giuliani. “Penso che Brennan abbia gestito la parte riguardante Papadopoulos-Carter Page perché si tratta di un piano di controspionaggio molto elaborato”.
Come scrive il New York Post, il RussiaGate ora è lettera morta, e l’ObamaGate sta prendendo il suo posto. “Fino a che punto l’allora presidente cercò di sabotare il suo successore?” si chiede la testata americana. Ora è chiaro, prosegue il New York Post, “che l’Fbi di Obama-Comey e il Dipartimento di Giustizia non hanno mai avuto nulla di più sostanzioso della finzione ridicola del dossier Steele per giustificare l’indagine di controspionaggio su campagna di Trump”.
Così si sono cadute le accuse contro Flynn
Il Dipartimento di Giustizia ha affermato di aver concluso che l’interrogatorio di Flynn da parte dell’Fbi era “ingiustificato” e che è stato condotto “senza alcuna legittima base investigativa”. Com’è emerso la scorsa settimana, il team legale del tenente generale Michael T. Flynn ha chiesto alla Corte federale di rendere nota una prova “decisiva” che dimostra la sua innocenza nonché la cattiva condotta degli agenti dell’Fbi che lo interrogarono. Nello specifico, un giudice federale statunitense ha desecretato documenti del Federal Bureau of Investigation (Fbi) che dimostrano come l’ex consigliere di Trump sia stato vittima di un “piano deliberato” del bureau allo scopo di incastrarlo.
I documenti dissecretati includono una nota scritta di Bill Priestap, allora direttore del controspionaggio dell’Fbi, nel quale viene suggerita agli agenti dell’agenzia la condotta da adottare negli interrogatori a carico del generale Flynn: “Quale dovrebbe essere il nostro obiettivo? L’ammissione della verità, o spingerlo a mentire, così da poterlo processare e/o farlo licenziare?”, recita la nota.
