
La fatica

Bisogna partire dal presupposto che quasi tutti siamo ormai abituati da anni ad avere tutto a portata di mano, basta un clik, una telefonata e ci conforta e rassicura questa splendida pigrizia/lavoro, pigrizia/lavoro simile anzi eguale a quella delle élite, di faticare viene sempre meno in mente e ci si crogiola, rari i casi di fughe verso la terra da coltivare, cibandosi di ciò che riesce a dare, guai quindi se ci privano forzosamente di tutte queste nostre sicurezze e della privacy come della libertà, avendo tra l’altro la sicurezza che chi ci priva ha strumenti e mezzi per mantenere i privilegi che gentilmente negli anni ci ha concesso. Rampini che pubblico qui sotto analizza i mega centri urbani, la previsione funesta è che si spopolino, par di capire che le élite rischino di restar sole e che da grattacielo a grattacielo comunichino aprendo una finestra, in un silenzio tetro e raggelante.

Apocalittico messaggio, rimbomba e suona vuoto, la fatica di prender su famiglia, di abbandonare i centri urbani e spostarsi in campagna a zappare, pare non invogli ancora, ma vale il pensiero d’una rivoluzione? E la rivoluzione per cosa? Forse per mantenere con sicure limitazioni in vita la pigrizia/lavoro? Combattere le élite, quando le stesse sanno che la pigrizia gioca a loro favore? Ma se alle élite mollassimo in mano i centri urbani e tutti come un sol uomo ci spostassimo in campagna e nei boschi? Potrebbero, per sfamarsi, mangiarsi tra di loro?
In ultimo, prima di lasciarvi con i miei pensieri, un po’ arditi, vi metto il link del Decreto legge 10 Maggio 2020, numero 30, non ho ben compreso, ma parla di Privacy e di Virus.
