La nostra, la generazione più fortunata

La nostra, la generazione più fortunata

Copio dal WEB.
Una generazione che è andata a scuola ed è tornata a piedi.
Una generazione che ha fatto i compiti da sola per uscire a giocare in strada il prima possibile.
Una generazione che ha giocato a nascondino quando faceva buio.
Una generazione che ha fatto torte di fango.
Una generazione che ha fatto giocattoli di carta a mani nude.
Una generazione che ha raccolto foto e album con incisioni.
Una generazione che ha riso un po’ prima di andare a letto.
Una generazione che ha letto e si è addormentata con il libro.
Una generazione che è passata e purtroppo non tornerà più.

Bè in effetti siamo stati tutto questo.
Ma non solo, perchè oltre ad aver visto nascere tutte le più importanti invenzioni e i cambiamenti tecnologici che esistono oggi, siamo l’ultima generazione che ha vissuto cose che si vivevano duecento anni fa.
Siamo l’ultima generazione che ha vissuto cose che hanno vissuto i nostri papà, i nostri nonni, bis-nonni, tris-nonni, cioè persone che sono vissute appunto due secoli fa.
E gli esempi oltre a quelli descritti sono tanti, molti di più.
Facevamo e abbiamo fatto cose che si facevano e si sono fatte per secoli e che oggi non esistono più e che nessuno nato nelle generazioni seguenti potrà mai farle, vederle e soprattutto viverle. Mai più.
E parlando di Italia, soprattutto di Genova, abbiamo avuto anche il culo di vivere e nel pieno della nostra gioventù quella fantastica cosa che si chiama Anni 80.
Noi nati negli anni 50/60 e anche 70 siamo stati davvero molto fortunati, perchè oltretutto rispetto alle generazioni precedenti non abbiamo visto e tantomeno vissuto una cosa terrificante, orribile, che si chiama Guerra.
Sì siamo stati davvero molto fortunati ad essere nati negli anni 50/60 e in parte anche 70.

Circa l'autore

2 Commenti

  1. Piero Bomba

    Salve
    Sono del 1961 e ho vissuto tutto quello da lei mirabilmente descritto.
    Mantengo, tutt’ora, la passione della lettura, quella del modellismo statico, lo stare tanto all’aria aperta in tutte le stagioni, curo l’orto, pratico escursioni in montagna con zaino, panini e bevo dai torrenti, mangio il panino seduto su di una roccia.
    Ogni tanto, tiro pure due calci al pallone sul nostro piazzale … gli anni 80, pur belli, sono stati però l’inizio della fine di tutto.
    Credo che l’ultimo decennio che ci abbia tenuto saldi negli ultimi duecento anni, con agganci addirittura nel medioevo, sia stato quello dei “70”
    Un saluto, buona domenica e grazie dell’articolo
    Piero

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