La regola del 7

La regola del 7

E anche con la gara di ieri la serie positiva continua.
Lascio come sempre i commenti sulle alchimie tattiche a chi se ne capisce, io dico solo un paio di cose.
Se il Verona di Juric gioca da Verona di Juric, è una squadra fortissima e in grado di battere chiunque.
Ieri ha giocato da Verona di Juric.

Pensavo di perdere questa partita, poichè esiste una regola non scritta ma quasi, che dice: quando arrivi a sette ti siedi.
Non a caso a Zena si parla di carega.
Non so se sia un caso o un semplice discorso di calcolo di probabilità, ma quando giochi e arrivi a sette, perdi punto.
Succede nelle Bocce, al Bigliardo e ho notato che succede spessissimo anche nel Calcio: alla settima positiva, ti fermi, cadi.
Ieri sarebbe stata la settima partita consecutiva che vedeva un Genoa imbattuto.
C’è da dire che la cosa si può vedere anche in altro modo e cioè che arrivato a sette ti fermi.
Quindi non fai punto all’ottava.
E combinazione l’ottava è contro l’Inter (ndr)
Pertanto, sono contentissimo del punto di ieri.
E lascio con piacere a chi è contrariato perchè convinto che il Genoa sia il Real Madrid e quindi deve sempre vincere, tutta la sua insoddisfazione e rimpianto.
Una cosa mi ha particolarmente colpito: l’esultanza persin quasi smodata dei ragazzi a fine partita.
Certo, si è pareggiato all’ultimo minuto, ma secondo me qui si va oltre la normale esultanza.
A vedere la gioia sembrava davvero che il Genoa avesse vinto la Champions.
Cosa vuol dire. Secondo me due cose.
1) I ragazzi hanno davvero sofferto la partita e perchè giocata contro avversari davvero forti. Molto più forti di loro, almeno in quel frangente.
2) I ragazzi si sono davvero impegnati, i loro sforzi sono stati ripagati e sono anche un grande gruppo.
Questo Genoa non ci sta a perdere. Mai.
Grazie ragazzi, grazie Ballardini.
E il resto mancia.

Sentiti libero..

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