
Lavorare con lo Stato…

Prima o poi qualche casino scoppia, possono essere acciaierie, come buoni pasto ed è comunque difficile trovare un accordo con lo Stato, ma i Benetton un accordo con lo Stato l’hanno trovato anche se si continua a parlarne in termini di “linciaggio” “dorato”, o di “esproprio”. Impossibile per questo Governo come anche per altro, non trovare un accordo, accordo di cui si potrà capire qualcosa almeno almeno tra un anno, quando, a bocce ferme e senza revoca, Cassa Depositi e Prestiti avrà in mano Aspi e la gestione della rete autostradale; pare siano salvi così posti di lavoro e piccoli azionisti e con loro un ridimensionamento finanziario di partecipazione dei Benetton, ma non certo il fallimento di Atlantia. Ad altri, appunto, è andata peggio nel: privatizzare gli utili, socializzando le perdite. Evidentemente, esiste una classifica impietosa nel distinguere Riva e Fogliani dai Benetton e par di capire che la politica, come la finanza d’investimento, con primarie banche in appoggio, abbiano un peso specifico non indifferente, e i Benetton son riusciti così dove altri hanno fallito, nonostante 43 morti volati giù da un viadotto autostradale. Così Coletti, fuori tempo massimo, ripete come un mantra che nei confronti dei Benetton c’è stato un linciaggio, anche se dorato, dimenticando che lo Stato e i Benetton, han trovato un accordo, rammentando a tutti, non ve ne fosse bisogno, che le Autostrade sono la summa dell’impresa “pubblico/privato” dove si evince appieno la logica finanziaria perversa e per nulla industriale di: “privatizzare gli utili socializzando le perdite”, tanto cara alla politica di destra come di sinistra, salvando così, in un sol colpo: Prodi, Berlusconi e l’odierna alleanza: PD/5Stelle. Chapeau.
