L’INNO ALLA GIOIA DEL PATTO DI VERSAVIA 2.0

L’INNO ALLA GIOIA DEL PATTO DI VERSAVIA 2.0

Si celebrano in questi giorni molte cose ma ne ritornano alla mente alcune che non sono solo semplici riferimenti nei libri di Storia. L’assassionio il 6 Gennaio 1980 a Palermo di Piersanti Mattarella, fratello del nostro Presidente della Repubblica che spirò letteralmente nelle sue braccia. Se ne riparla perchè parte di quella storia ancora oggi avvolta nel mistero, e se lo è oggi ancora, un motivo molto strutturale lo possiamo anche ipotizzare. Piersanti Mattarella era l’uomo chiave di Aldo Moro e delle sue politiche in Sicilia,e avendo accettato, su una certa pressante richiesta di Moro, di fare il Presidente della Regione Sicilia per attuare localmente le stesse politiche che il suo mentore vedeva a livello nazionale, entrò anche lui subito nel mirino. Ancora oggi ci chiediamo chi, quando il perchè dovrebbe essere storicamente più che sufficiente a definire i contorni di chi aveva interesse al suo assassinio. Il secondo è l’inizio della Primavera di Praga del 1968. La Cecoslovacchia, assieme ai paesi di oltre cortina, faceva parte di un patto economico e militare che aveva, nel mondo comunista sovietico, l’intento di controbilanciare in Europa la CEE come area di libero scambio e soprattutto la NATO, quale forza militare deterrente/offensiva. Le forme di governo dei singoli paesi, formalmente sovrani, e le forme economiche, non potevano discostarsi da quelli contenuti nel patto di fratellanza sottoscritto. Praga, come già l’Ungheria 12 anni prima, voleva sperimentare una forma di socialsmo, non di comunismo, parlamentare. E forme economiche da economia mista. Poichè il mondo comunista non gestiva mondi finanziari, ma solo militari, a Praga fini come a Budapest. Arresti, deportazioni, esecuzioni, carri armati “della fratellanza” per le strade, fucilate e, comunque, repressione totale della democrazia. E qui siamo all’ultimo tema. Dieci giorni fa il web diffuse una bella lezione dello storico Alessandro Barbero, con la moderazione di Massimo Giannini di Rai Talk, proprio sulla nascita della democrazia. Partendo dal medioevo e dalla Magna Charta, Barbero descrisse prima le forme liberali di controllo dell’esecutivo da parte di un’assemblea, chiamata in seguito Parlamento, dove un Re non era più “volontà di Dio” perchè sottoposto al controllo dei suoi “pares” (nobili, nobilastri, banchieri, clero e così via), in particolare per il controllo delle tasse. Due reami sospesero il potere del Parlamento, l’Inghilterra di Carlo II (Fighting for Old Charlie ricordate?) che perse testa e reame, e il Regno di Francia, che sospese per quasi duecento anni il potere degli Stati Generali (attenzione parliamo di poteri molto blandi, tuttavia di un certo controllo per l’epoca), e come finì alla fine del 700, dove altri re persero teste e reame, lo sappiamo. Ecco, terminava Barbero, la democrazia, come controllo di poteri, è tale quando un Parlamento è in grado di sfiduciare un esecutivo. E domandava a Giannini ed al pubblico: ma nell’Unione Europea è così? Due volte lo ha dovuto chiedere fra l’imbarazzo della gente e dello stesso moderatore, che ha dovuto ammettere che no, nell’Unione Europea un Parlamento non ha questa prerogativa. Infatti non ha neppure una Costituzione che lo preveda. E Barbero, concludendo: dunque l’Unione Europea non è una democrazia stante il fatto che il Parlamento non controlla niente. Parla solamente. Il Patto di Varsavia 2.0, appunto. Il video, sia chiaro, limitato a questo intervento specifico è sparito dal web e non è più reperibile, mentre si può vedere l’intera serata che dura oltre un’ora e che comunque è estremamente istruttiva come tutte le serate con Barbero (Ricordiamo che sarà anche quest’anno a La Storia in Piazza a Palazzo Ducale – Genova in quel di Marzo). Mi resta un dubbio ancora: vorrei tanto vedere – letteralmente – cosa succederebbe a Praga-Roma il giorno in cui un governo regolarmente eletto e legittimato dal Parlamento, si mettesse in testa di applicare di nuovo la nostra Costituzione. Ogni contributo è benvenuto.

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