
L’Italia che cambia

Che l’Europa un po’ ci dileggi ed approfitti del livello qualitativo dei politici italiani non deve indispettire, tanto meno sconfortare, perché ne usciamo, ci rientriamo, ma ne usciamo, oggi poi, con le nuove tecnologie, siamo in grado di fare rivoluzioni in rete (me compreso), di costringere un Governo a fare l’elemosina, evitando discese in piazza, perché da noi con Piazza Fontana si è raggiunto il massimo del risultato con il minimo sforzo, non riuscendo nemmeno oggi a capire chi fosse realmente la mano assassina, se non evocando il Gran Maestro Gelli della veneranda loggia coperta P2, ma ormai morto. L’Italia è questa, è un’Italia dove bastano mille uomini per unirla, partenza Quarto con sbarco a Marsala ed altri mille per fare una marcia su Roma, ma in treno. Oggi poi, il massimo, arriviamo al punto di attaccarci a Draghi come fosse il divin Mamona, capace di essere attento al particolare, invece di dire che basterebbe organizzare la Banca d’Italia – che ormai è un organo che non fa un cazzo dal mattino alla sera, salvo prendere ordini dalla BCE -, con un: “DECRETO CON LE PALLE”, fonderla con Cdp e Poste italiane, e tornare a battere moneta denominata: “Corona Italia”, poi, quando è finito tutto sto casino, con la Merkel e gli altri ne parliamo.