
L’ULTIMO GIAPPONESE

Sto con Parodi.
No non sono diventato sampedoriano e nemmeno mi son fatto un bottiglione di Grappa di primo mattino, ma mi sento umanamente vicino al bravo giornalista genovese, perchè in fondo ammiro quasi la sua perseveranza, il suo stoicismo nel perseguire la sua battaglia, la sua convinzione, il suo desiderio fin qui mai esaudito: l’arrivo e sempre imminente di un ricchissimo personaggio che compri la sua samp.
Sono anni che il baldo annuncia l’acquisto e l’arrivo di nuovi proprietari. Anni.
E’ sempre questione di giorni, di ore, ma almeno fino ad oggi è mai arrivato un cazzo di nessuno.
Mettetevi un po’ nei panni di questa persona e mettetevi un po’ meno nei panni dei sandoriani.
Lo capite il dramma, lo stress, la frustrazione? Le figure di merda che ha fatto e che è costretto ad ingoiare? In silenzio, con dignità, senza poter mandare a fare in culo nessuno. Almeno fino ad oggi.
Al momento un vero can da botte. Umanamente come si fa a non provare un po’ di umana solidarietà.
Ieri come ben sapete si è arrivati all’apice: essendosi fidato causa la sua brama nell’avere un presidente ricco e più di Mantovani, ha fatto la minchiata di condividere un post di una gentile e poco appariscente Signora che annunciava la vendita certa a Pacific Media Group, essendone lei socia di minoranza.
Il problema è che dopo poche ore la stessa Repetto si scusava perchè la notizia ricevuta era semplicemente falsa.
Roba che nemmeno ai tempi del Cane Gunther…
Ma dove sta la grandezza di Parodi al quale quindi va la mia solidale vicinanza: vi sembra facile per un giornalista ammettere e mettendoci pure la faccia di aver fatto una colossale figura di merda?
Quanti suoi colleghi lo avrebbero fatto. Ma per l’amor di dio…
Pertanto auguro a Parodi di vedere al più presto il suo sogno avverarsi.
Da ultimo giapponese quale sembra essere credo meriti soddisfazione e soddisfazioni.
Oltretutto dopo il ben noto film “Duello nel Pacifico” del 1968 e magistralmente interpretato da Toshiro Mifune e Lee Marvin, è recente la notizia di una riedizione che racconta la storia di Hiroo Onoda ovvero l’ultimo giapponese appunto e film presentato l’anno scorso al Festival di Cannes.
Ecco, se il regista avesse conosciuto Renzo Parodi, credo che un pensierino nell’affidargli la parte lo avrebbe fatto.
Hiroo Parodi. Non suona nemmeno male.