
Mangiafuoco…

C’è un sistema che deve sopravvivere a se stesso e che non può gettare la spugna, perché obbligato a generare spettacolo anche senza spettatori. In questo teatro dell’assurdo, senza spettatori, si presentano con ruoli fissi, preordinati e programmati, di anno in anno, rispettando gerarchie economiche date in serie crescente e in base al debito, naturalmente i più forti son quelli che hanno più debiti, seguono quelli che stanno in piedi e quelli che stanno in piedi per la pratica, ma tutti in accordo programmano le uscite come al Duse o al Genovese, interpretando la sconfitta come la vittoria con assoluta maestria e lasciando gli astanti televisivi con l’assoluta certezza che quanto visto sia vero. Certo è che non mi spiego perché il Genoa debba sempre interpretare la parte del felice sconfitto, non ne vedo la logica o il senso, e il mistero s’infittisce se si pensa che una buona fetta di attori viene convocata nelle rispettive nazionali, per calcare il prato su palcoscenici internazionali. Comunque è tutto finto, tutto patinato e preordinato, fino a farti arrivare allo sconforto più totale e senza più nemmeno la forza di tirare ortaggi a fine spettacolo.