
OSSERVANDO LA SQUADRA (COL SENNO DEL PRE-ASCOLI)

Ho visto solo la partita col Toro (“visto” per me significa solo distinti; no sentito dire, no TV).
A mio avviso ci sono un paio di elementi con doti (al momento) insufficienti. E c’è una squadra con autostima molto bassa. Questo può contribuire a spiegare il tipo di transizione positiva (estremamente macchinosa).
Dire però che “il gioco di Motta è troppo difficile per questa rosa” è per me un controsenso. Muovere palla con passaggi brevi, a due tocchi, si chiama infatti “gioca facile/gioca dove vedi”, e lo si fa fare proprio quando non disponi di qualità peculiari, grandi saltatori d’uomo, grandi lanciatori nello spazio, o piedi raffinati.
Oppure – al contrario – se sei il Barcellona e cerchi di vincere tutto.
Teniamo palla finché non troviamo uno spazio offensivo dove fare superiorità localizzata, per poi avvicinarsi alla zona pericolosa. Molto elaborato e talvolta rischioso, ma quando gli altri smettono di venirti a prendere alti e gli scappa uno scivolamento o un raddoppio in ritardo, tu ti trovi finalmente 2 contro 1 fronte porta, in corsa, all’altezza della 3/4: le palle goal si possono costruire anche così.
Col Torino nel secondo tempo ci siamo riusciti 4 volte, proprio sotto i miei occhi, nonostante i ripetuti cross sbagliati dalla sinistra, sui quali farà bene a soffermarsi Motta, e non – invece – il Genoano che vorrei diventasse ad esempio mio figlio.
Bisogna fare gol, e smettere di regalarne agli avversari.
Io dico che se lo si lascia lavorare, Thiagone la missione la porta a casa. Specie se qualcuno – dei già in rosa o no – riesce a buttarla dentro come con l’Ascoli.
Qualche giovanotto di belle speranze lo abbiamo, in attacco (Agudelo, Favilli, Pandev 🙂 Pinamonti…)