Per gli “smemorati”. Da Leggere.

Per gli “smemorati”. Da Leggere.
Cari ragazzi
Mi guardo bene dal dire che ci sia una strategia, anche se ho le mie idee in merito. Ma se non posso dimostrarle, le tengo per me.
Mi limito quindi strettamente ai fatti che conosco, poi ognuno ne pensi ciò che preferisce.
I fatti sono questi.
Il Genoa nasce ufficialmente nel 1893, anche se i Padri Fondatori prendevano a calci una palla che rotola già da anni, per puro divertimento.
Ma il 1893 è documentato. E’ un fatto. E dei fatti si può solo prendere atto.
Nel 1898, il Genoa fonda la Federazione di Football italiana insieme ad altre 6 squadre. Altro fatto.
Chi afferma che alle origini c’erano solo 4 squadre e’ facilmente smentito dai documenti. Erano molte di più, e almeno 7 sono documentate dall’atto di fondazione della Federazione.
Fin qui tutto bene.
L’attività di divulgazione del calcio in Italia da parte del Genoa nei primi decenni, verrà ufficialmente riconosciuta dalle testimonianze d’epoca e successivamente all’inizio del terzo millennio dal CONI, che premierà il Genoa con la massima onorificenza del Collare d’Oro, con la motivazione: “per aver divulgato il calcio in Italia”, unica Società di calcio italiana ad averlo ricevuto. Altro fatto.
Lo ha detto il CONI eh, mica discorsi da Vico Usodimare (citazione).
Tutto a meraviglia, dunque.
Ma….
C’è un ma, che riguarda soprattutto Genova.
Già a inizio ‘900, giunge al Genoa una richiesta di “fusione” da parte di un’altra Società di Genova. Fatto documentato.
Il Genoa gentilmente rifiuta.
Una decina di anni dopo il Genoa viene denunciato, con una “spiata” partita da Genova, per aver infranto le regole del dilettantismo vigenti in Italia, e alla Federazione viene chiesto dai latori della denuncia, addirittura di eliminare il Genoa stesso dal campionato italiano.
Il Genoa, processato, viene assolto e se la cava con una multa. Ma la “guerra” nei suoi confronti continua.
Le origini inglesi vengono usate come pretesto per gridargli: “Va fuori d’Italia, va fuori o stranier!!”, anche se negli anni ’20 la squadra rossoblu e’ composta da giocatori non solo italiani, ma genovesi, e nello spogliatoio del Genoa si parla genovese. Tutti fatti documentati.
Ci sarà poi un’altra guerra mondiale, ma questi fatti “strani” continueranno. E chiunque si presenti per gestire il Genoa troverà sempre ostacoli di ogni tipo, e anche denunce dovute alle solite “spiate”, capaci di scoraggiare tutti.
Tranne i tifosi.
Adesso tocca agli “americani”. Appena arrivati, sono stati subito descritti per quello che non erano: attenti, dicevano, sono un Fondo, e dei Fondi non c’è da fidarsi. E invece non erano un Fondo.
Stessa cosa era accaduta quando era arrivato Preziosi: attenti, dicevano, ha i bond in scadenza e non ha i soldi per pagarli.
E invece non era vero.
Fatti eh, mica opinioni.
Fatti che capitano, guarda caso, a chi prende il Genoa.
Mi limito a citare i fatti, sia chiaro che non do giudizi: ognuno e’ capace di pensare da solo.
Ma non tutto il male viene per nuocere.
Gli ostacoli che incontrano sul loro cammino i 777, a cominciare dai giudizi negativi su di loro emessi subito dai media, serviranno anche per far capire che “pesci sono”, come si usa dire a Genova.
Il Genoa infatti non e’ per tutti. Per poterlo gestire con successo, occorre essere di alto livello, come lo erano Spensley, Pasteur, Geo Davidson e così via.
Non resta dunque che aspettare, senza perdere la calma: il tempo sarà la risposta.
E intanto il Genoa 1893 continuerà ad esserci. E chiusi i ludi.

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