Santa Caterina

Santa Caterina

Se ne sentono di tutti i colori su papa Francesco. Intanto gesuita, con quel modo ad intendere, il più bieco dei sottintesi (qui prevalentemente siamo più in ambito clericale, piuttosto che laico), poi: progressista, e anche qui il tiro alla giacchetta è trasversale, ma parte più da interesse politico, piuttosto che da approfondimento catechistico, diciamo che viene trattato in modo elastico come la pelle delle balle, nascondendosi dietro le bugie, non ultima l’omelia di ieri sulla prudenza, raccolta con un: messa sì/messa no, da parte del Governo e dalla CEI. Detto questo, anche se molti di questo spazio che condivido e dove non esiste redazione, – in quanto tendenzialmente tutti o quasi libertini e ibertari -, mi dan del clerico bacchettone e mi dileggiano sul fatto che ascolto tutti i giorni la messa del papa alle 7,00 del mattino (Vero? Piccoli bastardelli senza Dio?), volevo riferirvi quello che ho ascoltato nell’omelia del papa di oggi, tutta abbastanza concentrata ed incentrata sulla riflessione che riguardava la prima lettura:

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 1,5 – 2,2
 
Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.
 
Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.
 
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.”

In parole molto semplici, riferisco che la confessione, per essere credibile, agli occhi di Dio, deve entrare nel concreto e non ambiguamente dire: ho detto una bugia, come anche ho litigato, ma precisare nel particolare, se no diventa un esercizio assolutorio ancor prima che si venga assolti. E lì si è allacciato al Vangelo, sempre di oggi, quello sui “piccoli” (Mt 11,25-30), dove in un punto dice: perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli“. Il passaggio è semplice, non c’è come nel bambino o nel ragazzo, quell’ingenuità che lo porta a non confezionare il “peccato”, – anzi a precisare il particolare -, non a purificarlo ancor prima che venga assolto e quindi già perdonato. I sapienti sanno molto bene invece, dopo aver tanto studiato, come confezionare le bugie, fino ad arrivare con quelle a modificare la “verità” e rendendole nel tempo, valido sostegno ai propri scopi privati (“Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.“). Spero non avervi tediato con il riferire ciò che ho ascoltato e devo dire che papa Francesco, in tutte le omelie che ho sentito alle 7,00, mi ricorda molto un prete anziano qui di Genova che è mancato ormai qualche anno fa, un sacerdote semplice, molto “concreto”, di una religiosità domestica, facile da intendere, dottrinalmente poco complessa, quella del: sì sì e del no no, sincero e senza tante finzioni, diciamo: un prete con gli attributi. Son quei preti – per capirci – che le gerarchie ecclesiastiche temono e rispettano, perché difficili da governare, ma che al contempo “servono”, perché raccolgono consenso tra i fedeli. Buona giornata e auguri a tutte le Caterine di questo mondo.

Circa l'autore

IL LANTERNONE di Boccanegra

Pensionato, libero pensatore, nulla facente, amante dei cantieri dove poter suggerire agli operai il modo migliore per intervenire in tubature guaste e porvi rimedio, senza per questo essere brutalmente insultato. Se avanza tempo dipingo e scrivo brevi post su Faccialibro per amici trovati in rete, no perditempo

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