Streghe, stregoni, maghi e maghetti

Streghe, stregoni, maghi e maghetti

E’ sempre interessante leggere un parere non filtrato della classe operaia: “Sono entrato a 19 anni come manutentore. Riva (Emilio, titolare del gruppo siderurgico prima delle inchieste e dell’arrivo di Mittal) era tosto ma leale, con il nuovo ad è cambiato tutto”. Certo Riva rappresentava quella “razza padrona” abituata ed allenata al lavoro che ha costruito imperi iniziando da zero, consapevole ed a conoscenza della fatica che un operaio può e deve sopportare in fabbrica, ma ormai di Streghe e Stregoni che han “studiato” e calcato con i gomiti scrivanie prestigiose, è pieno il mondo, perché tutto si sviluppa in quel circuito chiuso tra Borsa e Finanza, tra pubblico e privato, escludendo l’uomo dal processo produttivo, con l’aggravante che i Maghi della politica ed i Maghetti dei sindacati, sono stati “rapiti” dall’efficienza programmatica – pubblico/privata -, di Streghe e Stregoni. Abbiamo così davanti a noi il perdurare di bracci di ferro, prolungati ed interminabili, tra Governo ed Impresa, anche quando ci sarebbe la possibilità di assestare qualche calcio nel culo a Streghe e Stregoni e di riflesso ai “padroni schermati della Borsa”, sia che si occupino di acciaio, come di autostrade, si traccheggia, scivolando con le unghie sugli specchi. Per la cronaca, i Maghi, senza che i Maghetti sollevassero qualche perplessità, almeno di facciata, c’han messo un amen a segare Riva.

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IL LANTERNONE di Boccanegra

Pensionato, libero pensatore, nulla facente, amante dei cantieri dove poter suggerire agli operai il modo migliore per intervenire in tubature guaste e porvi rimedio, senza per questo essere brutalmente insultato. Se avanza tempo dipingo e scrivo brevi post su Faccialibro per amici trovati in rete, no perditempo

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