
Una storiaccia tutta italiana

E’ divertente leggere le opinioni più svariate sull’ultima lettera enciclica del Papa “Fratelli tutti” che se non fosse saltata la Segreteria di Stato vaticana, nessuno se la sarebbe filata, a parte qualche puntiglioso teologo, avvezzo a far la punta agli stronzi, ma la storiaccia tutta italiana che ha visto il prima, il durante e il dopo della Segreteria di Stato vaticana ad incrocia faccendieri, omosessuali, belle donne, pedofili, monsignori, vescovi e cardinali, è tutta italiana e concepita tra talari italiane. C’era molto entusiasmo sul finire del papato di Giovanni Paolo II, il mantenerlo vivo come un mandarino e mostrarlo come icona della sofferenza, faceva ben sperare che il successore sarebbe stato scelto tra le berrette rosse italiane, ma nel 2005, alla Via Crucis nella vigilia della morte di Giovanni Paolo II, commentata da Ratzinger, veniva presentato il biglietto da visita di chi sarebbe stato il successore e cioè Ratzinger stesso: “Che cosa può dirci la terza caduta di Gesù sotto il peso della croce? Forse ci fa pensare alla caduta dell’uomo in generale, all’allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senza Dio. Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci.”. E’ da qui che parte un’azione rigeneratrice fatta di scandali sotterranei e di competizione tutta interna al Vaticano con una corte sempre più invadente, sicura di non cadere, perché ancorata alla certezza di avere in mano il potere, avendo non il papato, ma la Segreteria di Stato e si fa presto altrettanto però a cadere, ci vuole poco a far cadere in tentazione il diavolo, basta lisciargli il pelo, lasciargli la briglia molla al collo e prima o poi cade. E’ successo, la Segreteria di Stato vaticana è caduta come un bel castello di carte, ha perso potere e smalto, non si vedrà, non apparirà, ma i vescovi italiani hanno preso una scopolla da fargli venire giù tutti i denti famelici e cadere le corna.
